Il BDSM. Dominare e lasciarsi dominare. Tra desiderio, psicologia e consapevolezzadi Rosamaria Spina
Armando Editore
Oltre il tabù: una lettura complessa del Potere e del Desiderio
Il BDSM come linguaggio relazionale
Il libro di Rosamaria Spina, psicologa e sessuologa clinica, si pone un obiettivo ambizioso: sottrarre il BDSM (Bondage, Disciplina, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e Masochismo) alla narrazione sensazionalistica e stereotipata per restituirgli la sua reale natura di “universo complesso fatto di dinamiche psicologiche, relazionali e simboliche”. L’Autrice chiarisce fin dalle prime pagine che il BDSM non riguarda esclusivamente il sesso, ma il modo in cui gli esseri umani negoziano il potere, il controllo, la fiducia e la vulnerabilità. Il volume non si presenta come un manuale tecnico, bensì come uno “spazio di osservazione” che integra chiavi di lettura psicologiche, sessuologiche e cliniche.
L’opera si apre con un inquadramento storico che smentisce l’idea del BDSM come moda recente. Spina rintraccia le radici di queste dinamiche nell’antica Roma e in pratiche orientali come lo shibari giapponese. Il passaggio cruciale avviene tra il XVIII e il XIX secolo con le opere di de Sade e Sacher-Masoch, che hanno influenzato la successiva classificazione psichiatrica di Krafft-Ebing, la quale, purtroppo, ha contribuito a costruire uno stigma patologizzante ancora oggi parzialmente presente. Solo nel corso del Novecento, con la nascita delle prime comunità e di codici etici come il principio SSC (Safe, Sane and Consensual), il BDSM ha iniziato a strutturarsi come una sottocultura basata sul consenso e sulla negoziazione.
L’analisi si sposta poi sui bisogni profondi che muovono i praticanti. La community svolge una funzione trasformativa di “validazione narrativa del sé”, permettendo a individui che si percepivano come “fuori norma” di integrare il proprio desiderio in un’identità coerente. Il cuore della dinamica risiede nel paradosso del controllo: si può “perdere il controllo solo quando il controllo è garantito” da una struttura sicura e negoziata. Spina introduce il concetto di escape from self (fuga da sé), spiegando come il BDSM permetta di spegnere il rumore dell’automonitoraggio costante (overthinking) tipico della vita quotidiana.
Perché il BDSM eccita? Secondo l’Autrice, l’eccitazione nasce dall’integrazione di significati: non è il gesto in sé, ma ciò che esso rappresenta nella storia individuale. Viene approfondito il concetto di dominazione dal basso, in cui il sottomesso orienta attivamente la relazione, dimostrando che il potere nel BDSM è sempre co-costruito. Dal punto di vista sessuologico, il libro sfida la visione lineare della risposta sessuale, proponendo il piacere come una “configurazione” in cui il dolore (scelto e contestualizzato) può aumentare l’arousal senza diventare sofferenza. Particolare rilievo è dato al controllo dell’orgasmo e alla castità, visti non come privazione, ma come strumenti per prolungare la tensione erotica e intensificare il legame relazionale.
Una sezione fondamentale è dedicata al BDSM nello spazio clinico. L’Autrice sottolinea che l’interesse parafilico non coincide con un disturbo, a meno che non generi disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento. Vengono esplorati vari approcci terapeutici (psicodinamico, CBT, sistemico, Gestalt e Analisi Transazionale) e la Terapia Mansionale Integrata (TMI), che utilizza “mansioni” per spostare l’attenzione dalla prestazione al processo. Un capitolo delicato affronta il BDSM egodistonico, dove il desiderio entra in conflitto con l’immagine di sé, e il possibile legame tra dinamiche BDSM e traumi non elaborati, che possono portare a una “coazione a ripetere” se non adeguatamente mentalizzati.
Il libro conclude con una dettagliata “mappa” delle pratiche (bondage, sensory play, impact play, findom, ecc.) e una guida essenziale alla sicurezza. Vengono spiegati i modelli RACK (Risk-Aware Consensual Kink) e PRICK (Personal Responsibility Informed Consensual Kink), che pongono l’accento sulla consapevolezza del rischio e sulla responsabilità individuale. Di vitale importanza è la sezione sull’aftercare, ovvero le cure fisiche ed emotive post-scena necessarie per gestire cali fisiologici come il subdrop o il domdrop.
La forza del testo risiede nella sua capacità di mantenere un equilibrio costante tra rigore scientifico e accessibilità divulgativa. Spina non “difende” il BDSM per partito preso, ma lo utilizza come una lente per osservare la complessità dell’animo umano.
La De-patologizzazione consapevole
L’Autrice è molto chiara nel distinguere tra variazione erotica e devianza, appoggiandosi ai criteri del DSM-5 e dell’ICD-11. Questo approccio è essenziale per ridurre lo stigma, ma Spina ha il merito di non cadere nell’errore opposto: l’idealizzazione. Riconosce onestamente i rischi psicologici, come la perdita di contatto con sé o l’irrigidimento dei ruoli, offrendo ai clinici strumenti per intervenire senza pregiudizi.
Un passaggio davvero rivoluzionario è la lettura del BDSM come risorsa per la vita sessuale. In un’epoca dominata da una sessualità “liquida” o centrata sulla prestazione, la struttura, la negoziazione e la comunicazione esplicita richieste dal BDSM vengono presentate come modelli di consapevolezza che potrebbero arricchire qualunque tipo di relazione.
L’integrazione clinica
La Parte 5 offre un valore aggiunto notevole per i professionisti della salute mentale. Raramente si trova una sintesi così organica di come le diverse scuole di pensiero possano approcciarsi al tema, culminando nella flessibilità della Terapia Mansionale Integrata.
Il BDSM. Dominare e lasciarsi dominare colma un vuoto informativo significativo. Attraverso gli esercizi finali e il test di autoconsapevolezza, l’Autrice invita il lettore a un lavoro introspettivo che va oltre la semplice curiosità per il “trasgressivo”. Il messaggio finale è potente: starci dentro consapevolmente fa la differenza tra subire passivamente una dinamica e scegliere attivamente una posizione relazionale. È un testo consigliato non solo a chi lo pratica o ai clinici, ma a chiunque desideri comprendere meglio i meccanismi profondi del desiderio e del potere che regolano ogni incontro umano.
L’Autrice
Rosamaria Spina è psicologa e sessuologa, con una formazione che integra psicologia clinica, sessuologia, psicologia dello sport e psicologia digitale. Accanto all’attività clinica, è impegnata anche in quella della divulgazione, collaborando con contesti mediatici televisivi, radiofonici e giornalistici e progetti comunicativi per rendere accessibili temi complessi anche al grande pubblico. La sua cifra distintiva è la capacità costruire un legame tra clinica e società e il suo lavoro si colloca nell’intersezione tra competenza professionale e comunicazione efficace.




