“I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore” di Roberto Cicala

I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore, Roberto CicalaI meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dall’autore al lettore
di Roberto Cicala
il Mulino

«Perché «ogni lettore, quando legge, legga se stesso», come sosteneva Proust, occorre che il testo dello scrittore si trasformi in libro: è questo il momento della mediazione culturale della casa editrice, attraverso i passaggi curati dai vari operatori interni ed esterni. Un’immagine di copertina, un titolo o una collana, che sul bancone di una libreria ci attirano in un volume rispetto agli altri vicini, sono la «soglia» studiata da Gerard Genette, che il lettore attraversa quando decide di acquistare o leggere un’edizione, attratto o suggestionato proprio da uno o più di questi elementi che costituiscono la veste editoriale e sono stati decisi nelle fasi di publishing.

È importante seguire, nelle sue tappe, soprattutto da dietro le quinte, il viaggio del testo nelle «diverse pagine», come le ha chiamate Alberto Cadioli, che scorrono, mutando, dal manoscritto sulla scrivania dello scrittore alle bozze sul tavolo del redattore e del grafico, fino alle copie stampate che dal magazzino della tipografia e dalla postazione dell’ufficio stampa devono arrivare allo scaffale della libreria e della biblioteca, quindi in mano al lettore, creando in ogni passaggio un senso ulteriore al contenuto originario.

Nella mediazione tra autore e lettore sono molteplici i compromessi, in senso positivo, che devono essere trovati tra esigenze apparentemente opposte, come quelle individuate da Franco Fortini a proposito di un’indagine, anticipatrice, sul Mercato delle lettere offerta da Gian Carlo Ferretti nel 1979, con la proposta di «comprendere e di controllare, per giungere a modificarli, i meccanismi della trasmissione intellettuale, culturale e ideologica» del mondo librario, suggerendo in un intervento successivo di interpretare «la posizione che l’editore attribuisce nel complesso della sua attività e quella di cui l’investe il pubblico; la portata non solo scientifica o letteraria ma ideologica, economica e politica che anche il più modesto manuale convoglia accanto e sotto quel che reca scritto nelle sue righe». Oggi il ragionamento potrebbe essere declinato nelle classifiche dei libri più venduti, spesso colonizzate dai libri di genere come i gialli, ma non va eluso il fenomeno del self publishing, l’autopubblicazione attuata senza ricorrere a un editore e quindi saltando le fasi della mediazione, editing compreso, grazie a piattaforme on line dove l’autore può creare con facili automatismi il proprio libro mettendolo poi in vendita per lo più attraverso internet. Già André Schiffrin aveva preconizzato un’«editoria senza editori», priva di intermediazione intellettuale eppure in grado di sfornare best seller come puro accessorio nella sfera dell’entertainment e dell’industria dell’informazione; tuttavia, come dimostra la sua stessa esperienza a The New Press, casa editrice senza scopo di lucro, i veri lettori di libri ben fatti e selezionati comunque «non sono scomparsi, basta andare a cercarli».

L’attuale fase di sperimentazione, che porterà probabilmente a una vera e propria mutazione antropologica e tecnologica all’interno dei meccanismi editoriali, deve salvaguardare la responsabilità intellettuale e sociale della mediazione, vero e proprio paradigma di una società in grado di produrre in modo collettivo strumenti e testimonianze di cultura che sono al tempo stesso occasioni di riflessione e interpretazione della situazione di un Paese e di un contesto pur globalizzato.

Queste pagine cercano di rispondere alla domanda: che cosa significa fare editoria e fare un libro? E sono consegnate a una casa editrice che è nata nel 1954 da giovani raccolti in équipe senza personalismi per «cercare la chiave culturale dei problemi della società e dello Stato, proporre una ricostruzione della cultura che valga in funzione della pratica, che arricchisca la vita politica del Paese». Un manifesto ancora valido per la nuova editoria.»

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