«Le parole sono molto pericolose.
Possono diventare una vera e propria arma.
A seconda dell’occasione puoi ferire l’avversario ma anche te stesso.
Io sono un professionista della parola, ma a volte mi fanno paura».

Scrittore giapponese da milioni di copie ma di cui non si conosce molto altro, Murakami Haruki è autore di numerosi bestseller, tradotti in più di cinquanta lingue, ed è stato spesso candidato al Nobel per la Letteratura. Nella sua formazione di scrittore un ruolo importante è stato quello del Peter Cat, un bar di Tokyo da lui gestito negli anni ’70, dove tutto parlava il linguaggio dei gatti. Il suo stile unico trasporta il lettore in atmosfere oniriche, sempre attento alle descrizioni, ai problemi e alle paure dei suoi protagonisti; in alcune occasioni lascia in sospeso le vicende, a ribadire come non siano i fatti a contare quanto piuttosto le persone che ci vivono dentro. Ripercorriamo alcune delle sue emozionanti opere.

L’assassinio del Commendatore. Libro primo: Idee che affiorano

Con questo libro inaugura una saga fatta di fantasmi, indaga la forza riparatrice dell’arte e quella distruttiva della guerra e della violenza. Nella trama un pittore-ritrattista, tradito dalla moglie, si trasferisce nella casa del padre di un suo amico, in mezzo ai boschi. Si tratta in realtà di uno dei più grandi pittori del Giappone. È qui che hanno luogo eventi che cambieranno per sempre la sua esistenza e la sua realtà, a cominciare dal ritrovamento di un quadro nel sottotetto, indecifrabile ma estremamente violento. Lo scrittore si focalizza su come sopravvivere ai piccoli drammi della vita quotidiana e a quelli collettivi, come conflitti o disastri di qualunque tipo. Di grande importanza, però, sono gli spunti sul come trasformare la fragilità in forza, sul come diventare quello che si è, che il lettore apprende pagina dopo pagina.

L’assassinio del Commendatore. Libro Secondo: Metafore che si trasformano

La saga continua con questo secondo volume: in un universo visionario, svela mille volti, storie ed enigmi, metafore che si trasformano e che finiscono col trasformare anche il lettore. Ancora una volta, lo scrittore mostra la sua abile capacità di cullarci in mondi lontani e di farci scendere nel profondo dell’animo.

«Ero in preda a una paralisi emotiva. Quella paralisi che il cuore genera automaticamente davanti a un dolore violento, quando si desidera fortemente qualcuno ma, questo qualcuno, non lo si può avere. Un’anestesia dell’anima».

Il mestiere dello scrittore

Autobiografia letteraria dello scrittore, manuale di fondamentale importanza per chi ama la scrittura e vuole cogliere i segreti di un vero maestro che si apre rivelando le sue intimità. Curiosità e rivelazioni imperdibili, che non possiamo non citare nell’elenco delle opere più belle di Murakami.

«Non ha importanza se pensate di non aver abbastanza materiale per scrivere un romanzo, non rinunciate. Basta che spostiate di poco il vostro punto di vista, che vi ispiriate diversamente e capirete che il materiale è lì, tutto intorno a voi».

Norvegian Wood / Tokyo Blues

Il libro più intimo, introspettivo di Murakami che abbandona le atmosfere oniriche ed esplora i sentimenti e la solitudine. Un romanzo di formazione che analizza l’interiorità e i pensieri degli adolescenti: il giovane protagonista Toru è continuamente assalito dal dubbio di poter sbagliare nelle sue scelte di vita. Guidato da un personale senso della morale, diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, deve compiere delle scelte sofferte che nello scorrere della narrazione vengono ripercorse tramite un lungo flashback.

«Cerca di pensare che la vita è una scatola di biscotti. […] Hai presente quelle scatole di latta con i biscotti assortiti? Ci sono sempre quelli che ti piacciono e quelli che no. Quando cominci a prendere subito tutti quelli buoni, poi rimangono solo quelli che non ti piacciono. È quello che penso sempre io nei momenti di crisi. Meglio che mi tolgo questi cattivi di mezzo, poi tutto andrà bene. Perciò la vita è una scatola di biscotti».

1Q84

Capolavoro in trilogia (i primi due libri sono stati pubblicati in un solo volume), il cui titolo rimanda al famoso ed emblematico romanzo “1984” di Orwell. Una dimensione irreale fa da sfondo alla trama dove spiccano curiosi e misteriosi personaggi: la killer Aomame, Tengo, aspirante scrittore e matematico; un uomo solitario, un investigatore privato, un guardia del corpo spietata, un editor senza scrupoli e la giovane autrice di un libro intitolato La Crisalide d’Aria.

«Amare qualcuno dal profondo del cuore è comunque una grande consolazione. Anche se si è soli e non si riesce a stare con quella persona».

Kafka sulla spiaggia

Due storie parallele si intrecciano: un adolescente e un anziano si ritrovano a viaggiare insieme e lo scrittore racconta la loro odissea unendo cultura popolare e realismo magico.

«Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato».

L’uccello che girava le viti del mondo

Il personaggio centrale è il trentenne Toru Okada, di cui lo scrittore segue la vita, da quando riceve una strana telefonata da una donna che non conosce che sembra, però, conoscerlo perfettamente. Dalla scomparsa del suo gatto, Toru vive una serie di situazioni particolari che riguardano soprattutto il suo rapporto con le donne.

«Se vuoi andartene, devi andartene. Si tratta della tua vita e devi viverla nel modo che vuoi».

La ragazza dello Sputnik

Un libro che scava nell’amore e nei sentimenti, che porta il lettore a comprendere nuovi (e vecchi) elementi sul difficile verbo amare.

«Dietro tutte le cose che crediamo di conoscere bene, se ne nascondono altrettante che non conosciamo per niente. La comprensione non è altro che un insieme di fraintendimenti. Questo è il mio piccolo segreto per conoscere il mondo. In questo nostro mondo, «le cose che sappiamo» e «le cose che non sappiamo» sono fatalmente inseparabili come gemelle siamesi, e la loro stessa esistenza è confusione».

Di questo prolifico scrittore ricordiamo anche La fine del mondo e il paese delle meraviglie; l’autobiografia dedicata alla passione per la corsa L’arte di correre; il libro dedicato alla sua passione per la musica Ritratti in jazz. E poi ancora le raccolte di racconti I salici ciechi e Uomini senza donne; i racconti illustrati pubblicati da Einaudi, come Sonno e La strana biblioteca. Ma tanti ancora sono i titoli che meriterebbero di essere trattati perché questo autore ha una capacità di condensare magia, fantasia, analisi descrittiva e profondità interiore. Un vero genio narrativo da non perdere.

Angelica Sicilia