Guida ai luoghi geniali, Devis BellucciDott. Devis Bellucci, Lei è autore del libro Guida ai luoghi geniali. Le mete più curiose in Italia tra scienza, tecnologia e natura per piccoli e grandi esploratori edito da Ediciclo: innanzitutto, quali caratteristiche presenta un “luogo geniale”?
Nel libro la definizione “luogo geniale” si riferisce a due categorie di siti e dunque ha un doppio significato. In primo luogo i “luoghi geniali” sono quelli che raccontano la genialità altrui, ossia le conquiste dei tanti fisici, chimici, matematici, ricercatori, ingegneri e in generale studiosi che hanno reso grande il nostro Paese. L’Italia è celebre infatti in tutto il mondo per le sue città d’arte, il paesaggio, l’alta moda e la buona cucina; si rischia di dimenticare, tuttavia, lo straordinario contributo che il nostro Paese, patria dei vari Enrico Fermi, Galileo Galilei, Guglielmo Marconi e Leonardo da Vinci, ha dato alla scienza, alla tecnologia e all’innovazione. È confortante sapere che l’Italia è popolata, ora come in passato, da tante menti geniali e coraggiose che, sopperendo spesso alla povertà di mezzi con passione e fantasia, continuano quell’appassionante viaggio nel mondo delle scienze pure e applicate, allargando gli orizzonti della nostra conoscenza e mettendo a punto soluzioni tecnologiche per risolvere problemi. In questa prima categoria di “luoghi geniali” rientrano tutti i tradizionali musei di storia naturale, zoologia, fisica, matematica, medicina, chimica informatica, ecc. Ho poi inserito nel libro una seconda, e molto vasta, categoria di luoghi geniali: parliamo di tutti quei siti di interesse scientifico, tecnologico o naturalistico capaci di risvegliare il genio creativo dei nostri figli, inaugurando passioni, ispirando nuovi sogni – «Farò l’astronauta, il biologo marino, il vulcanologo…» – o per lo meno offrendo un’esperienza didattica accattivante, magari come approfondimento di argomenti studiati a scuola. Nel libro, pertanto, sono inclusi diversi moderni science center che aiutano ad apprendere sperimentando, parchi tecnologici, centrali elettriche visitabili, dighe e musei sull’energia, quindi osservatori astronomici, planetari, musei dello spazio e dell’aviazione; musei sull’industria, impianti industriali dismessi (la famosa archeologia industriale), musei ferroviari e dell’automobile; miniere, parchi minerari e musei su minerali e cristalli; orti botanici, giardini e acquari fino ai tanti siti di interesse geologico (grotte, salse, solfatare, osservatori vulcanologici). Un patrimonio veramente sterminato, che mi sono divertito a mettere insieme imparando tra l’altro io stesso un sacco di curiosità.

Come ha selezionato la lista delle destinazioni contenute nella Sua guida?
Come si può immaginare, la scelta è stata ardua e ha richiesto mesi e mesi di ricerche. Alla fine ho privilegiato criteri di oggettiva importanza, varietà e accessibilità. Non mi è sembrato infatti opportuno né illustrare in dettaglio troppi siti sullo stesso argomento, di cui ho scelto quelli a mio avviso più rappresentativi (ad esempio, in Italia ci sarebbero decine e decine di musei suoi fossili), né trattare con dovizia di particolari destinazioni aperte saltuariamente, o solo poche ore durante la settimana, cosa che può rendere difficile organizzare una visita. Una parte di queste destinazioni è comunque riportata, coi relativi recapiti, nella sezione finale del libro, per far sapere al lettore che esistono.

Il libro presenta più di 100 destinazioni tra musei, parchi tecnologici, planetari, etc. Quali ritiene quelli di maggiore interesse?
Dipende dagli interessi di ciascuno. In questo senso, il libro è molto vario e ho cercato di avere un occhio di riguardo per le famiglie che viaggiano con bambini al seguito (come nel mio caso). Per chi ama il mare, consiglio gli acquari di Genova o Cattolica, in provincia di Rimini, e il meraviglioso “Galata”, il Museo del Mare di Genova, unico in Europa: una vera enciclopedia della navigazione, che tra l’altro regala la possibilità di entrare in un sommergibile. Per gli appassionati di fossili e paleontologia, la Pesciara di Bolca in provincia di Verona e il Parco Geopaleontologico di Pietraroja (Benevento), tutto dedicato a “Ciro”, il piccolo dinosauro italiano, l’unico fossile con ancora le tracce degli organi interni; i patiti dell’informatica possono andare a Savona, al museo “All About Apple”, che possiede più hardware della stessa azienda americana; per gli aspiranti vulcanologi, naturalmente la scelta è obbligata: Etna, isole Eolie e Solfatara di Pozzuoli, nonostante siano straordinari anche i fenomeni geotermici presenti a Larderello, in Toscana. Poi c’è tutto un mondo celato sotto i nostri piedi, con le grotte – andrei ad esempio a Frasassi, in provincia di Ancona – e le miniere, come l’immenso Parco Geominerario della Sardegna, le Miniere di Saint-Marcel in Valle d’Aosta o il Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane (Grosseto). Ancora, lo sapevate che l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo dell’industria aeronautica? Non ci credete? Allora andate al Parco e Museo del Volo di Volandia (Somma Lombardo, VA), oppure al Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni (Trento) e cambierete idea. Insomma, alla fine c’è una destinazione per ogni cuore. Ho anche cercato di segnalare i (pochi) siti aperti al pubblico dove si fa scienza, più che raccontarla: centri di ricerca, osservatori astronomici e laboratori. Un esempio è l’Elettra Sincrotrone di Trieste (Basovizza, TS) oppure il Centro Visite Radiotelescopi Marcello Ceccarelli di Medicina (Bologna). Naturalmente, dovendo iniziare, partirei con sua maestà il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano: qui si va a botta sicura.

Nel libro sono presenti luoghi di ogni parte d’Italia: si va dallo straordinario MUSE di Trento alla Città della Scienza di Napoli, dal Museo Ferrari di Maranello a quello di Antropologia Criminale di Torino. Cosa li rende straordinari?
In molti casi, che ce li abbiamo solo noi in Italia. Come ho detto più sopra, l’Italia è la patria di alcuni tra i più grandi scienziati, inventori e innovatori dell’umanità. Guardate che includo nel gruppo non solo i vari Enrico Fermi e tutto il suo entourage di fisici (i celebri “Ragazzi di via Panisperna”, che negli anni ’30 del ‘900, a Roma, fecero scoperte fondamentali nel campo della fisica nucleare), Galileo, Guglielmo Marconi, Rita-Levi Montalcini, Alessandro Volta, etc, ma anche Enzo Ferrari, Gianni Caproni – uno dei pionieri dell’aviazione – gli esploratori come Umberto Nobile e i tanti ingegneri che hanno realizzato la mitica “Motor Valley” emiliana, dove si concentrano la Maserati, la Ducati, la Ferrari, la Pagani e la Lamborghini. Oltre a tutto ciò, alcuni siti sono vere cattedrali del sapere, appunto come il MUSE di Trento, la Città della Scienza di Napoli o, ancora, il suddetto Museo Nazionale milanese. Ci si potrebbe trascorrere dentro tre giorni, come al Louvre.

In che modo i genitori possono mantenere viva la curiosità e la voglia di immaginare dei propri figli?
Leggendo libri insieme ai figli, costruendo cose (ripenso anche solo al vecchio Meccano), insegnando loro a guardare lontano, verso il cielo stellato (un piccolo telescopio può aiutare), o al micromondo sotto i nostri piedi (qui può aiutare un microscopio giocattolo); i figli vanno esposti a tutto ciò che è bello e ha valore: in questo modo mettono solide radici e crescono come alberi, non come erbetta di prato. Soprattutto dobbiamo imparare a condividere, insieme ai nostri bambini, l’emozione della scoperta. È impossibile comunicare curiosità se noi per primi non ci poniamo interrogativi e non ci sforziamo di avere menti aperte, lungimiranti, orgogliose per le conquiste dei nostri scienziati. In fondo, sono proprio costoro che cercano le grandi risposte per tutti noi, spostando un po’ più avanti l’orizzonte della conoscenza nel mare turbolento delle nostre domande.

Devis Bellucci è nato a Vignola nel 1977. Da bambino ha sognato di fare l’astronomo, l’esploratore, il missionario in Amazzonia, l’archeologo e il papà. Dopo aver conseguito una laurea e un dottorato in fisica, si è occupato per oltre dieci anni di ricerca accademica nel campo dei materiali per uso biomedicale. I risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati su importanti riviste scientifiche internazionali. Scrittore, giornalista e blogger, collabora con diverse testate tra cui Vanity Fair e Travelglobe. Ha pubblicato cinque romanzi, l’ultimo nel 2017. Cura il blog www.ditantomondo.com, “Stupore e tremori di un Modenese in viaggio”, dove prova a raccontare, tra le tante cose, quanto sia bella l’Emilia Romagna. Ha due figli di sei e otto anni che da sempre lo accompagnano, con molta pazienza, nei suoi lunghi viaggi on the road.