Grido di guerra, Wilbur Smith, trama, recensioneWilbur Smith torna nelle librerie con il nuovo episodio della saga dei Courteney d’Africa, Grido di guerra, un romanzo ambientato all’alba della Seconda Guerra Mondiale.
Lo scrittore, nato in Zambia nel 1933, ha fin dagli inizi della sua carriera scritto bestseller ambientati in Africa, Asia, Egitto e Americhe.

Con Grido di Guerra, Smith ci porta nel Kenya coloniale degli anni ’20, dove Leon, protagonista del precedente romanzo Il Destino del cacciatore, deve badare da solo a Saffron, la sua splendida bambina di sette anni. Il fatto che sia così piccola, però, non impedisce al lettore di restarne affascinato, non tanto per la sua bellezza indiscussa, quanto per il carattere ostinato e determinato. Saffron non intende in alcun modo sottrarsi alle sfide. Dentro di lei arde un fuoco sacro che le permette di raggiungere tutti gli obiettivi prefissati e di combattere contro le avversità della vita. Infatti, anche quando, qualche anno dopo, è costretta a trasferirsi in Sud Africa per accrescere la sua formazione, lontano sia dai suoi amici d’infanzia che da suo padre, Saffron dimostra di sapersela cavare alla grande e di essere molto più di una semplice ragazzina di tredici anni.

Lo studio e l’apprendimento dei modi femminili, col passare del tempo, rendono la figlia di Leon, Courteney, una vera donna dai modi garbati ed eleganti. Eppure Saffron non ha intenzione di mettere da parte la sua originaria ostinazione, che la porta a trasferirsi ad Oxford per proseguire gli studi. È questa la svolta della vita di Saffron che, quando si reca a St. Moritz per una vacanza, conosce Gerhard von Meerbach, fratello di Konrad, un importante industriale tedesco, magnate del settore automobilistico (in realtà, il romanzo si apre proprio in Germania, poco dopo la dichiarazione di guerra, quando l’avvocato Solomons annuncia alla contessa Athala, madre di Konrad e Gerhard, la morte del marito e padre dei suoi figli, il conte Otto von Meerbach). L’attrazione tra i due ragazzi è l’inevitabile prologo dell’esplosione di in una passione travolgente. Al tempo stesso, purtroppo per Gerhard e Saffron, si tratta della nascita di un amore che dovrà fronteggiare numerose avversità.

La guerra ormai non è più soltanto una minaccia. La Germania si appresta a invedere la Polonia. La dittatura si fa sempre più dura e stringente. La violenza cresce sempre di più, al pari dell’amore tra i due protagonisti.
Gerhard deve far fronte all’arroganza degli uomini del suo stesso partito e addirittura al fratello Konrad (che, dopo il venticinquesimo anno d’età, è nel frattempo divenuto per legge titolare esclusivo di tutti i beni della famiglia, in quanto figlio maggiore), sempre più spietato e prepotente, nonché fedelissimo sostenitore, nonostante l’incontrastata deriva brutale del nazismo, di Hitler.
«Le cose cadono a pezzi… L’onda fosca di sangue dilaga.»

Ma non è tutto qui, perché oltre al forte sentimento c’è un segreto a tenere legati Gerhard e Saffron. Si tratta di qualcosa di terribile, che ha a che fare proprio con i Courteney. Dopo esserne venuti a conoscenza, dunque, le vite dei due amanti non saranno più le stesse. Riuscirà questo amore a vincere il terribile odio che lo circonda? Ce la faranno i due giovani a sopravvivere a un’ondata di crudeltà senza precedenti?
«Non è questione di giusto o sbagliato… Quello che è successo era destinato a succedere.»

È difficile e forse limitativo definire Grido di guerra semplicemente un romanzo storico. Infatti, con questa sua ultima fatica, Wilbur Smith riesce ancora una volta a coniugare brillantemente avventura e passione con la narrazione di fatti realmente accaduti.
Grazie alla collaborazione di David Churchill, ne viene fuori un racconto limpido e scorrevole, seppur ricco di colpi di scena. Il resto lo fa la maestria di Smith che, come al solito, riesce a creare un ritratto perfetto dei personaggi e delle ambientazioni.
Il lettore non ha scampo poiché l’immedesimazione con i protagonisti è praticamente istantanea.
A rendere questo processo così efficace e immediato ci pensa la storia d’amore tra Gerhard e Saffron che, seppur ambientata ai primi del novecento, è un qualcosa in cui tutti, giovani e meno giovani, possono ritrovarsi.
Non si tratta, quindi, di un romanzo che si limita a sciorinare fatti storici. Questi sono sì importanti e ben descritti, ma fanno da cornice a una trama avvincente e intensa. Nonostante le oltre cinquecento pagine Grido di guerra può tranquillamente considerarsi un romanzo fluido, che non annoia il lettore, anzi, lo esorta a proseguire il viaggio attraverso le pagine incuriosendolo costantemente.