“Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Twitter” di Giordano Bruno Guerri

Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Twitter, Giordano Bruno GuerriGli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Twitter
di Giordano Bruno Guerri
La Nave di Teseo

«Quasi mezzo millennio fa Niccolò Machiavelli lanciò due bombe sulla cultura e la società italiane. Scrisse che la presenza della Chiesa cattolica non era così benigna come si credeva, ma aveva provocato due mali gravissimi: “Gli esempli rei”, ovvero la corruzione del papato e del clero, avevano fatto perdere agli italiani ogni vera e sincera religiosità. “Abbiamo adunque con la Chiesa e con i preti noi italiani questo primo obligo: di essere diventati sanza religione e cattivi: ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa.”

Il secondo punto fu discusso a lungo e accanitamente, fino a diventare una delle polemiche centrali del Risorgimento e dell’anticlericalismo: lo Stato della Chiesa si era radicato per un millennio al centro dell’Italia, geloso della sua autonomia; per difenderla aveva impedito l’unificazione nazionale chiamando sempre in soccorso sovrani stranieri, o piuttosto aveva difeso la penisola da occupazioni definitive? Non è un tema da poco, perché l’unificazione tardiva è tutt’oggi all’origine dei nostri principali problemi. Però il dibattito perse di interesse appena realizzata, con qualche secolo di ritardo, l’unità nazionale.

Il primo punto, di gran lunga più interessante, è stato esaminato molto meno, forse perché coinvolge inestricabili problemi di fede. Infatti, se gli spiriti più laici possono considerare la Chiesa un prodotto sociale e culturale dell’evoluzione storica, i credenti non possono che considerarla prima di tutto fondata da Cristo e indispensabile strumento di salvazione.

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Gli italiani sotto la Chiesa. Da San Pietro a Twitter
  • Editore: La nave di Teseo
  • Autore: Giordano Bruno Guerri
  • Collana: I fari
  • Formato: Libro rilegato
  • Anno: 2021

Questo saggio non vuole toccare problemi di fede: nessun dogma, nessuna credenza, nessuna fiducia nel divino verranno messi in discussione. E non vuole neanche condividere l’anticlericalismo pronto a fustigare papi corrotti, preti scandalosi, vescovi assassini. La Chiesa stessa ormai ammette di avere risentito – spesso malamente per opera dell’uomo – dei tempi e dei costumi che ha attraversato. Proprio per questo è necessario chiedersi quali tracce abbia lasciato al suo interno la storia umana, come abbia determinato le sue scelte. E soprattutto: che segni ha impresso la Chiesa nel “carattere nazionale”? È indubbio che la predominanza bimillenaria del papato sulla penisola sia l’elemento più importante nella formazione degli italiani, anche di noi, come siamo oggi. Basti pensare che la Chiesa si sostituì, in molte funzioni, all’impero romano, che ebbe a lungo il monopolio della cultura e mantenne per secoli un’alleanza difficile ma ferrea con il potere politico.

Quale ruolo ebbe la Chiesa nell’Umanesimo, nel Rinascimento, e quale nella decadenza? Che conseguenze ebbero il controllo religioso, l’Inquisizione, l’Indice, la Controriforma, la clericalizzazione? Cosa ha significato per la Chiesa essere guidata da italiani? E che effetti ha avuto, per noi, una Chiesa “italiana” ma universale? Perché, sempre secondo Machiavelli, siamo “sanza religione e cattivi”? E quanto siamo cambiati dal Cinquecento? Come mai – dopo essere diventati un popolo e avere fondato una nazione anche contro la Chiesa – abbiamo vissuto in uno Stato controllato da un partito cattolico? Come mai nel XXI secolo politici italiani in campagna elettorale, in parlamento o su Twitter citano il Vangelo, affidano le sorti del nostro Paese al cuore immacolato di Maria e stringono in mano il rosario per poi, oltretutto, non vivere davvero da cattolici? Perché i credenti sono spesso così anticlericali? Quanto c’è di cattolico nei non credenti? Perché, insomma, i guelfi e i ghibellini di un tempo si sono trasformati in quel curioso incrocio che chiamerò i guelfi-ghibellini e i ghibellini-guelfi?

Sono le domande alle quali cerca di rispondere questo libro. Non sarà troppo sorprendente scoprire che il nostro carattere, la nostra vita quotidiana, hanno a che fare con la Chiesa anche in questioni lontanissime dalla religione.»

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