«Quando morirò, vivrò nei miei romanzi

Nulla di più profetico. La lungimiranza di Giorgio Faletti, scomparso nel 2014, è andata ben oltre. Da attore poliedrico a scrittore eclettico il passo è stato breve. Proprio dalla sua penna sono nate alcune delle opere più apprezzate della narrativa italiana. Inaugurata nel 2002, la sua stagione letteraria è stata premiata fin da subito dal pubblico e dalla critica. Attraverso una scrittura asciutta, immediata e ironica, il padre del “Signor Tenente” ha saputo coinvolgere i suoi lettori fin dalle prime pagine dei suoi romanzi.

Entrato di diritto nella lista degli scrittori di gialli più quotati nel panorama letterario italiano degli ultimi dieci anni, Faletti ha dimostrato fin dal romanzo d’esordio Io Uccido la sua abilità di costruire impianti narrativi solidi e carichi di tensione emotiva, supportati da finali palpitanti e imprevedibili. E non è un caso se Jeffery Deaver, uno dei maestri internazionali del thriller, lo abbia definito come un “larger than life”, uno che farà leggenda.

Destreggiandosi tra il thriller di matrice americana e il noir tipicamente nostrano, Faletti ha saputo creare di volta in volta trame sempre più intricate, dove nulla viene lasciato al caso. La versatilità dimostrata nei temi trattati e l’immediatezza delle immagini, di stampo quasi cinematografico, sono solo alcuni degli elementi che più contraddistinguono i suoi lavori letterari.

IO UCCIDO (2002)

«Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.»
«E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?»
«Io uccido.»

Con questa inquietante affermazione, durante una trasmissione radiofonica notturna, uno sconosciuto rivela al dee-jay di Radio Monte Carlo di essere un assassino. Archiviata come uno scherzo di pessimo gusto, questa delirante conversazione si rivelerà essere il preludio di una serie di omicidi annunciati in diretta. Sulle tracce di questo serial killer si ritroverà un agente dell’FBI temporaneamente in congedo, Frank Ottobre, trasferitosi nel Principato di Monaco per rimettere insieme i pezzi della propria vita, dopo la morte della moglie. Affiancato dall’amico commissario Nicolas Hulot, Frank inizierà le sue indagini che lo porteranno a intraprendere una vera e propria sfida con l’assassino. Una sfida a cui è chiamato a partecipare anche il lettore, pagina dopo pagina, senza esclusioni di colpi di scena.

NIENTE DI VERO TRANNE I TUOI OCCHI (2004)

«Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore. La ragazza, che un giorno sarà seduta nell’oscurità come in una poltrona, ne avrà avuto sufficienza dell’uno e dell’altra per averne paura. Avrà imparato fin troppo bene a sue spese che la vista a volte non è un fatto esclusivamente fisico ma mentale

Esordisce così l’autore astigiano nella sua seconda prova narrativa. Ambientato a New York, questo romanzo intreccia la storia personale del commissario Maureen Martini, costretto a sottoporsi a un trapianto di cornea, con quella di un beffardo assassino che compone i corpi delle sue vittime come i personaggi dei Peanuts. È proprio In seguito all’operazione agli occhi che il commissario inizia ad avere dei flash ricorrenti della vita del suo donatore, piccoli fotogrammi che sembrano ritrarre con ogni probabilità il criminale che si lascia ispirare dai fumetti di Charles Schulz. L’intera storia procede tra effetti speciali e personaggi inventati, dove non c’è nulla di vero, a parte gli occhi.

FUORI DA UN EVIDENTE DESTINO (2006)

«È la vita. Finisce sempre nello stesso modo, anche per i nativi

Prendendo ispirazione dalla sua passione per i nativi d’America, Faletti costruisce il suo terzo romanzo attorno alla storia di Jim Mackenzie, pilota di elicotteri di origine indiana, costretto a dover fare i conti con il proprio passato, districandosi tra luoghi e persone che credeva di aver dimenticato. Ritrovandosi nuovamente nella città da cui era fuggito parecchi anni prima, posta ai margini della riserva Navajo, il protagonista è obbligato a confrontarsi con se stesso e a comprendere l’impossibilità di mettere a tacere la propria natura. Il confronto con il passato cede poi il passo a un presente costellato di morti misteriose, a cui lo stesso Jim deve porre rimedio, cercando di fermare un’antica maledizione ritornata in auge.

IO SONO DIO (2009)

«Un attimo o mille anni dopo, l’esplosione è un tuono senza temporale, la terra che accoglie il cielo, un momento di liberazione. Poi le urla e la polvere e il rumore delle macchine che si scontrano, e le sirene mi avvertono che per molta gente dietro di me gli otto minuti sono finiti. Questo è il mio potere. Questo è il mio dovere. Questo è il mio volere. Io sono Dio

Emblema della grandezza artistica di Faletti, la sua quarta fatica letteraria ruota attorno alla sete di vendetta nutrita da Matt Corey, un uomo sopravvissuto alla guerra del Vietnam. Costretto a partire per il fronte come volontario, dopo essere stato accusato ingiustamente di duplice omicidio, il protagonista è animato da un solo pensiero: uccidere lo sceriffo che lo ha incastrato e il giudice che lo ha condannato. Credendosi Dio, inizia così a disseminare il terrore con una serie di attentati, mettendo in ginocchio la città di New York, già sconvolta dagli eventi dell’11 settembre.

APPUNTI DI UN VENDITORE DI DONNE (2010)

«L’amore fa il resto. Quello che a volte illude ma che non si compra e non si vende. Mai

Ambientato a Milano, alla fine degli anni Settanta, il quinto romanzo di Faletti racconta il giro d’affari di un uomo che si fa chiamare Bravo, divenuto cinico a causa di una menomazione provocatogli in un seguito a uno sgarbo. Tra discoteche, ristoranti di lusso e bische clandestine il protagonista trascorre le sue giornate, portando avanti il suo mestiere di “venditore di donne”, almeno fino a quando l’incontro con Carla non gli risveglierà quel desiderio che credeva di aver messo a tacere per sempre. Da carnefice ben presto Bravo si ritroverà a essere vittima di un sistema corrotto e senza scrupoli, braccato dalla polizia e dai terroristi.

TRE ATTI E DUE TEMPI (2011)

«Io mi chiamo Silvano ma la provincia è sempre pronta a trovare un soprannome. E da Silvano a Silver la strada è breve.»

Attraverso la storia di una ex promessa del pugilato, finita in carcere per un giro illecito di scommesse e pronta a rifarsi una vita trovando lavoro come magazziniere nella squadra di calcio della sua città, Faletti mette a nudo una società caratterizzata dal continuo conflitto generazionale, dall’incertezza del futuro, dalla corruzione e dalla necessità spasmodica di trovare conforto nell’amore. Scritto in prima persona, questo romanzo porta alla luce il difficile rapporto tra un padre e un figlio, accomunati dallo stesso “peccato”, antieroi per eccellenza che ci si ritrova ad apprezzare in tutta la loro umanità.