Gianni canagliadi Federico Montoli
Il testo narra le avventure di un gruppo di ragazzi, capeggiati da Gianni “il Canaglia”, coinvolti in una serie di situazioni comiche e rocambolesche. Le loro avventure li portano a interagire con gli abitanti del paese, creando scompiglio e caos. Le vicende sono narrate con un linguaggio vivace e ricco di dettagli, rivelando le personalità dei personaggi e le dinamiche del loro rapporto.
Sinossi
Il racconto si apre con il narratore che, durante una ricerca in soffitta, riceve una telefonata da un certo Gianni, un nome che inizialmente non gli dice nulla ma che poi gli risveglia un mondo di ricordi. La telefonata lo informa che sua zia Ermida sta morendo e il narratore promette di partecipare al funerale. Questo evento innesca un flusso di ricordi legati alla sua infanzia trascorsa a Colle San Ginepro, un piccolo paese dove trascorreva le vacanze con la zia e dove ha conosciuto Gianni.
Gran parte del racconto è incentrata sulle avventure di Gianni, soprannominato “il Canaglia”, e dei suoi due amici, Nino e Umberto. Il trio è noto nel paese per le loro marachelle e per la loro capacità di cacciarsi nei guai.
Una delle prime avventure narrate è quella della pentola. I tre, cercando di prendere una pentola nascosta in alto nella cucina di Gianni, creano un gran caos e finiscono per sporcarsi di caglio. Questo incidente li porta a fuggire dalla casa e a nascondere la pentola, che poi usano per creare un habitat per dei girini.
La loro impresa di prendersi cura dei girini si trasforma in un progetto di costruzione e il gruppo di distruttori diventa un gruppo di costruttori di vita. Decidono, alla fine, di liberare i girini nel ruscello.
Il racconto prosegue descrivendo altre peripezie del gruppo, tra cui un piano per eludere la sorveglianza degli abitanti del paese e per nascondere il pentolone, il tentativo di recuperare una chiave dal baule della cooperativa, e un’uscita notturna per nascondere definitivamente la pentola.
Una parte importante della trama riguarda una serie di incidenti legati ai fuochi d’artificio. Gianni, in punizione, cerca di aiutare i suoi amici a creare un diversivo durante la festa del paese, ma finisce per causare un incendio al carro di un falegname, Edoardo.
Questo incidente porta a una strana amicizia tra i tre ragazzi e il falegname. I tre iniziano a lavorare con lui, aiutandolo a costruire un carretto, e scoprono che è una persona diversa da come sembra.
Il racconto culmina con la descrizione della corsa del carretto e della moto per le vie del paese, e con Gianni che, in modo inaspettato, diventa il protagonista di una foto che finirà sul giornale.
Parallelamente alle avventure del trio, si sviluppa una sottotrama che vede protagonista la sorella di Nino, Fiorella. Inizialmente descritta come una spia, si scopre che prova un’attrazione per Gianni. Il racconto introduce anche altri personaggi come Alfredo, il cugino del narratore, e il sindaco di San Ginepro, Fulgenzio.
Il libro si conclude con il matrimonio di Alfredo e con un incontro tra il sindaco e Gianni. Il sindaco ringrazia Gianni per il suo contributo involontario al successo della festa del paese e per aver smascherato in modo indiretto alcuni suoi difetti. Viene rivelato che il sindaco, grazie al contributo involontario di Gianni, è infatti riuscito a far fare un salto di qualità al suo paese, che è diventato famoso per il suo evento unico. Alla fine, anche il parroco e gli altri abitanti del paese devono riconoscere il fondamentale contributo dei ragazzi alla vita paesana.
Recensione
Gianni canaglia è un racconto che riesce a catturare l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine grazie a una trama ricca di avventure, colpi di scena e personaggi ben delineati.
La storia non si limita a raccontare le marachelle di un gruppo di ragazzi, ma le inserisce in un contesto più ampio, fatto di ricordi, legami familiari e dinamiche sociali di un piccolo paese di provincia. Il mix di avventura, comicità e momenti di riflessione rende la trama coinvolgente e imprevedibile.
I personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con la propria personalità. Gianni, con la sua impulsività e il suo modo di fare unico, è il cuore pulsante del racconto, attorno al quale ruotano le vicende degli altri. Nino è il cervello del gruppo, mentre Umberto è quello più timido e goffo. Altri personaggi come il falegname, il sindaco, e la sorella di Nino, arricchiscono ulteriormente la storia, aggiungendo sfumature e complessità.
Il racconto è scritto con uno stile scorrevole e ricco di dialoghi vivaci, che rendono la lettura piacevole e coinvolgente. L’uso di un linguaggio informale con inserti dialettali contribuisce a creare un’atmosfera realistica e autentica. La narrazione è ricca di dettagli e di descrizioni che trasportano il lettore fin dentro il mondo di Colle San Ginepro. Non mancheranno certo i lettori in grado di riconoscersi nel racconto della propria infanzia spensierata e divertita.
Dietro la facciata di un racconto di avventure si intrecciano tuttavia temi più profondi, come l’amicizia, la crescita personale, la ricerca della propria identità e il rapporto tra le generazioni. Il libro suggerisce che anche dai guai e dagli errori possono nascere occasioni di crescita e di cambiamento. Il racconto esplora anche i temi dell’imprevedibilità della vita e di come le azioni, anche quelle apparentemente insignificanti, possano avere conseguenze inattese e positive.
L’intero racconto è pervaso da un umorismo sottile e da un’ironia che alleggeriscono la narrazione e la rendono più godibile. Le situazioni comiche, spesso nate da malintesi e dalle goffaggini dei personaggi, sono ben orchestrate e mai banali.
Il finale del libro lascia spazio alla speranza e alla possibilità di un futuro migliore per Gianni e per gli altri personaggi.
In conclusione, Gianni canaglia è un testo ben scritto, con una trama avvincente, personaggi memorabili e temi profondi, che riesce a intrattenere e a far, al contempo, riflettere il lettore. La sua forza risiede nella capacità di unire elementi di avventura, comicità e dramma in un mix equilibrato e coinvolgente.
L’Autore
Dopo aver lavorato come operaio per decine di anni, provo a cimentarmi nella veste di scrittore. Sono passato dallo scrivere facili poesie a racconti più o meno brevi, fino ad arrivare a veri e propri romanzi per quanto riguarda la lunghezza e la complessità dello scritto. Amo leggere, lo facevo molto da ragazzo, per poi smettere completamente all’inizio della mia carriera lavorativa. Ho avuto la fortuna di cadere in malattia, questo mi ha permesso di avere più tempo per me, obbligatoriamente, e quindi di riprendere a leggere. Per scrivere infatti, serve moltissimo leggere, perché si imparano molte cose che non sono per niente da dare per scontate. Abito nel Varesotto, forse non mi sposterò mai da qui. Ho avuto vari hobby e diverse passioni, tra le quali la bicicletta, il body building e una sfrenata adorazione per le due ruote motorizzate. Anche in fatto di innovazione tecnologica ho potuto dire la mia, frequentando per una decina di anni un club elvetico, dedito alla promozione delle auto elettriche e delle energie alternative. Ho 57 anni e non ho ancora deciso cosa farò da grande.




