“Gaza” di Gad Lerner

Gaza, Gad LernerGaza. Odio e amore per Israele
di Gad Lerner
Feltrinelli

«Nonostante la crudeltà dell’attacco sferrato in terra d’Israele il 7 ottobre 2023 – o forse dovremmo dire in virtù di quell’attacco –, il consenso per Hamas da quel giorno si è esteso a livello internazionale, anche al di fuori del campo islamico. Le reazioni furono ben diverse nei confronti di al-Qaeda dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 che a New York e a Washington avevano provocato 3000 morti. Quasi nessuno mise in dubbio, all’epoca, che i kamikaze di Osama Bin Laden fossero dei terroristi. Definizione che viene contestata, invece, nei riguardi dei miliziani di Hamas, che pure in una sola mattinata hanno attuato una caccia all’uomo casa per casa fino a sterminare 1200 persone, in maggioranza civili disarmati, e a sequestrarne altre 240. A casaccio, i primi che capitavano a tiro, una strage degli innocenti. Se non lo è questo, cos’altro sarebbe il terrorismo? […]

Più precisamente, una volta riconosciuta la legittimità del ricorso dei palestinesi a forme di resistenza armata nei confronti degli occupanti israeliani, molti manifestano ammirazione per Hamas e ritengono accettabili i suoi metodi, che comprendono gli attentati suicidi e nessuna distinzione fra obiettivi militari e civili. Tanto da farmi venire il dubbio che l’efferatezza ostentata e rivendicata il 7 ottobre, anziché nuocergli, abbia rafforzato Hamas.

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Vero è che in seguito la sua direzione politica, al fine di consolidare un consenso che forse non si aspettavano raggiungesse una parte delle opinioni pubbliche occidentali, ha diramato una versione dei fatti del 7 ottobre in cui si minimizzano le atrocità commesse. Come se non fossero stati proprio loro, i miliziani di Hamas e Jihad islamica, i primi a diffondere video di uccisioni, percosse e catture. Quel giorno, suppongo, pubblicizzare la strage serviva da esortazione ai palestinesi di Cisgiordania, nella speranza che seguissero l’esempio dei miliziani, rivoltandosi. Nei mesi successivi, la propaganda di Hamas ha cambiato di segno: identificarsi con la sofferenza del popolo palestinese aggredito, per rendersi presentabili anche fuori dal mondo islamico. […]

La lugubre popolarità di cui gode Hamas dacché il suo popolo è divenuto oggetto di una vera e propria carneficina non mi ha certo fatto cambiare idea. Resto convinto che Hamas sia una serpe in seno nata e cresciuta fra i palestinesi, capace di esaltarli mentre li conduce alla rovina.»

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