“Gaza davanti alla storia” di Enzo Traverso

Gaza davanti alla storia, Enzo TraversoGaza davanti alla storia
di Enzo Traverso
Laterza

«Un luogo comune descrive Israele come un’isola democratica in mezzo all’oceano oscurantista del mondo arabo e Hamas come un esercito di belve assetate di sangue. La storia sembra tornare al XIX secolo, quando l’Occidente perpetrava dei genocidi in nome della sua missione civilizzatrice. L’orientalismo non è morto nel mondo globale del XXI secolo; l’atmosfera ne è ancora satura. I suoi assiomi non sono cambiati; rimangono fissati in un’immaginaria dicotomia ontologica tra civiltà e barbarie, progresso e arretratezza, illuminismo e oscurantismo.

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Gaza davanti alla storia
  • Traverso, Enzo (Autore)

L’Occidente, scriveva Edward Said in un famoso saggio di oltre quarant’anni fa, è incapace di definire sé stesso se non in opposizione all’alterità radicale di un’umanità coloniale, non bianca e gerarchicamente inferiore. La differenza sta nel fatto che nel XIX secolo l’Occidente pretendeva di diffondere la civiltà attraverso le sue conquiste, mentre oggi si considera una fortezza assediata. Ferita dal “barbaro” attacco di Hamas, “l’unica democrazia del Medio Oriente” ha il diritto di difendersi: tutti i nostri capi di stato si sono recati in pellegrinaggio a Tel Aviv per esprimere a Netanyahu la loro solidarietà e il loro sostegno militare. Un sostegno che rimane incrollabile anche dopo la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’ONU del 25 marzo 2024 per un cessate un fuoco, del tutto illusorio finché nessuno agisce per farne rispettare l’applicazione, e anche dopo la sentenza della Corte internazionale di giustizia che ha riconosciuto un rischio di genocidio. Accanto alle dichiarazioni rituali sul diritto di Israele a difendersi, nessuno menziona mai il diritto dei palestinesi a resistere a un’aggressione che dura da decenni.»

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