Filologia, Gianfranco ContiniFilologia di Gianfranco Contini, edito da Il Mulino, raccoglie le pagine teoriche del grande filologo, uno dei più influenti intellettuali italiani del Novecento, definite in una sua lettera «un manifesto epistemologico», nelle quali si era proposto di compendiare il vertice della filologia, la critica testuale. Contini non scrisse mai un manuale; solo nel 1986, ormai in pensione, riunì nel Breviario di Ecdotica i lavori che più gli sembravano avvicinarsi «a un’esposizione di metodo generale».

«Sono pagine difficili, quelle di Contini, dove si danno per scontati nozioni e riferimenti all’intero sfondo della cultura europea, e ai concetti base del metodo filologico.» Per Contini la filologia è studio della differenza. «La filologia culmina nella critica testuale […] La denominazione universalmente ammessa è quella che traduce il tedesco Textkritik: obsoleto è critique verbale, da cui s’intitola un manuale un tempo molto frequentato dell’Havet; assai comodo sarebbe ‘ecdotica’ (ecdotique), invenzione di dom Henri Quentin, da tenere in pronto quale sinonimo di preziosa sinteticità e aspetto specialistico; con intenzione deprezzativa (dal Pagliaro) è stato usato ‘stemmatica’ (del Maas), per di più riferibile a un solo aspetto particolare, per quanto importante.»

Come scrive Giorgio Pasquali nella premessa alla traduzione del Maas (Textkritik) quelle norme hanno e vogliono «avere validità non solo per le letterature greca e latina, ma universale: io almeno non saprei immaginarmi che l’originale, poniamo, di un testo cinese o bantu possa essere ricostruito dalle copie o da qualsiasi altra testimonianza, insomma dalla sua tradizione, se non sul fondamento delle considerazioni e conforme alle regole enunciate dal Maas».

Quello di Contini è un testo imprescindibile per capire in che misura la filologia, intesa come chiave di accesso alla cultura dell’Occidente, strumento per ritrovare il filo di quella tradizione, classica ma anche e soprattutto medievale, fondante l’Europa, può avere un ruolo nel mondo globale del XXI secolo.

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