Felicia Kingsley: «i giovani scoprono la lettura proprio attraverso i social»

Felicia Kingsley, sei tra le autrici che vendono di più in Italia; libri come Due cuori in affitto o Innamorati pazzi sono stati a lungo in vetta alle classifiche: qual è il segreto per scrivere dei bestsellers?
Felicia Kingsley
credit Eugenio Iannetta
Se davvero c’è un segreto, mi piacerebbe che qualcuno rendesse partecipe anche me. In realtà, è una risposta che credo spetti ai lettori, dire cosa apprezzano delle mie storie; per quanto mi riguarda, io mi diverto a scrivere, mi piace, sto bene, e credo che chi legge lo senta. Io spero che i lettori e le lettrici si divertano a loro volta.

Da dove trai l’ispirazione per i tuoi racconti?
Io scrivo narrativa, storie di mia invenzione, e mi piace pensare al mio bagaglio di idee, informazioni, esperienze, percorso di vita come a un secchio di Lego, che assemblo. Più mattoncini si hanno a disposizione, più storie si possono costruire. Forse è un retaggio della mia laurea in architettura, che mi fa pensare alle storie come a progetti.

A quella di scrittrice, accompagni da sempre la professione di architetto: come concili due carriere così apparentemente distanti?
Per quanto mi riguarda, architettura e scrittura sono complementari e mi piace vedere il mio percorso accademico come una scuola di scrittura. Gli edifici che abitiamo, le città in cui viviamo raccontano la nostra storia, sono libri di pietra. Nel percorso di scrittura di un romanzo io ripercorro in maniera speculare le medesime fasi di realizzazione di un progetto, dal preliminare al cantiere.

Il pubblico dei tuoi lettori è composto prevalentemente da giovani; coi tuoi racconti, li sottrai alla tirannia dei social e degli smartphone: i tuoi libri contribuiscono alla diffusione della pratica della lettura?
Al contrario, i giovani scoprono la lettura proprio attraverso i social che sono diventati uno dei veicoli principali di divulgazione. Ogni piattaforma, da YouTube a Instagram a TikTok è ricca di contenuti creati da lettori che invogliano a loro volta altri lettori a entrare a far parte della community e in questo modo, leggere un libro non è più un’esperienza solo individuale, ma anche collettiva. Per quanto riguarda la lettura, posso serenamente dire che i social hanno contribuito alla creazione di un circolo virtuoso.

Nel nostro Paese, il mondo dell’editoria pecca talvolta di autoreferenzialità decretando l’esistenza di autori di serie A e autori di serie B: ti senti una scrittrice a tutto tondo?
Io sento di essere una persona che fa ciò che ama e ha la fortuna di vivere di questo, e se un mio libro trasforma un non lettore in lettore significa che ciò che faccio ha un senso. Sono una sostenitrice del ‘vivi e lascia vivere’, non giudico altri autori per ciò che scrivono, o i lettori per ciò che scelgono di leggere, e sarebbe ora che tutti quelli che investono pervicacemente tempo ed energie a sminuire ciò che non apprezzano rivedano le loro priorità.

Quale consiglio daresti ad un aspirante scrittore?
Di concentrarsi sulla propria idea, sulla storia, di divertirsi mentre scrive, di non aver paura di riscrivere tutto da capo o dover cestinare tutto, di aver fiducia nel tempo e capire che più si scrive più si migliora (come allenarsi nello sport). Preoccuparsi di trovare un editore, vendite, classifiche sono solo distrazioni. A quello ci si penserà dopo.

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