Fateli leggere! I libri contro l’invadenza del digitaledi Michel Desmurget
Carocci editore
«In un certo senso, questo libro è una dichiarazione sulla pubblica utilità della lettura per puro piacere. Con i termini più semplici possibili, ci si propone di spiegare come agiscono i libri sul cervello dei bambini e perché è fondamentale che leggano fin da piccoli. Ignoreremo gli spazi soggettivi delle testimonianze personali e delle congetture filosofiche per concentrarci su contributi scientifici convalidati. Arriveremo quindi a una conclusione chiara, il cui messaggio può essere riassunto come segue: dalla comparsa del linguaggio, l’umanità non ha inventato nulla di meglio della lettura per strutturare il pensiero, organizzare lo sviluppo del cervello e rendere più civile il nostro rapporto con il mondo; i libri costruiscono letteralmente i bambini nella loro triplice componente, intellettuale, emotiva e sociale. L’improvviso declino di questa attività tra le nuove generazioni è quindi una vera e propria catastrofe per le risorse collettive della nostra società, tanto più che la lettura viene sostituita da una cultura digitale ludica, che arricchisce le aziende produttrici di questi dispositivi, ma annebbia la mente dei fruitori, come dimostra una vasta mole di studi scientifici; influisce negativamente sul linguaggio e sulla concentrazione, aumenta l’impulsività, incide sull’obesità, sull’ansia e sul sonno, peggiora il rendimento scolastico.
La questione essenziale della lettura si riassume in una sola parola: appetito. Come possiamo far venire ai bambini il gusto di leggere? Non è un’inclinazione innata e naturale, s’impara e si trasmette lentamente. Per i genitori è un lascito, per i figli un’eredità. Eppure, una recente indagine dimostra «che molti genitori non leggono con i figli perché non sanno che è necessario e ignorano gli enormi benefici e il divertimento che ne deriva. Inoltre gli specialisti della lettura temono di colpevolizzare i genitori perché non leggono abbastanza spesso con il loro bambino e tendono a privilegiare approcci comunicativi più indiretti, come un semplice incoraggiamento» (Egmont, 2020).
Questa sorta di pudore è incomprensibile perché, se una realtà è sgradevole, non significa che debba essere taciuta o minimizzata. Certo, nessun genitore è perfetto, ma tutti cercano di fare il meglio, sfruttando risorse e conoscenze. Crescere un figlio è un’impresa prodigiosa, un’attività da equilibrista, in cui bisogna destreggiarsi di continuo tra ciò che è desiderabile e ciò che è concretamente possibile. C’è sempre un margine di manovra tra i compiti indispensabili e la disciplina della vita quotidiana: è a questo spazio di libertà che si rivolge il libro.
Affermare l’importanza essenziale della lettura per lo sviluppo del bambino e sottolineare che i bambini hanno bisogno di un solido sostegno familiare per diventare lettori non significa assolutamente stigmatizzare i genitori, né tanto meno criticarli, colpevolizzarli o spiegare come educare i figli. Si tratta invece di fornire loro elementi di scelta e di favorire così la libertà educativa. Gli studi dimostrano che gli adulti che hanno una conoscenza generale dei meccanismi di sviluppo del linguaggio agiscono in modo più efficace e vantaggioso. Naturalmente il compito è più facile quando il bambino è piccolo. Certo, alcuni genitori si pentiranno di non aver fatto abbastanza perché non sapevano o, più spesso, non potevano farlo. Tutti abbiamo dei rimpianti. Per fortuna, nel regno dei libri nulla è perduto: qualunque sia l’età, il sesso, la potenziale riluttanza o la difficoltà scolastica, la porta è sempre aperta ai benefici (e ai piaceri) della lettura; anche per i lettori presumibilmente mediocri. Riporto un solo dato. L’alunno “medio” della scuola secondaria di primo grado legge circa 145 parole al minuto. In un anno, con 20 minuti al giorno, si accumulano oltre un milione di parole; più o meno l’equivalente dei 7 volumi, 199 capitoli e quasi 3.500 pagine di Harry Potter. Non è una cosa da nulla!
Nel 2019, quando è uscita l’edizione francese del Cretino digitale, un libro dedicato ai danni provocati dal consumo ricreativo del digitale sullo sviluppo dei bambini (Desmurget, 2020), mi hanno criticato perché il mio lavoro aveva un limite: era una serie di «osservazioni prive di soluzioni». Alla fine di ogni conferenza o discussione pubblica mi veniva posta sempre la stessa domanda: siamo tutti d’accordo, dicevano, ma che cosa si può fare? Questo nuovo libro risponde alla domanda. Ho esaminato minuziosamente la letteratura scientifica e, al calo preoccupante della vivacità intellettiva, non ho trovato un antidoto migliore della lettura. È una vera e propria macchina per plasmare l’intelligenza nella sua dimensione cognitiva (quella che ci permette di pensare, riflettere e ragionare), ma anche, più in generale, nella sua dimensione socio-emotiva (quella che ci permette di capire noi stessi e gli altri, favorendo le relazioni sociali). Il lettore è l’anticretino digitale!
Questo libro è diviso in cinque parti. La Parte prima (La lenta agonia della lettura) illustra l’inesorabile declino dei libri tra le nuove generazioni e le sue conseguenze sul rendimento scolastico. La Parte seconda (L’arte di leggere) dimostra che la lettura è una competenza complessa, che si costruisce lentamente ed è orientata alla comprensione, e in cui la decodifica – definita come la capacità di identificare le parole a partire dalle loro lettere: p/a/p/a → papa – è una base necessaria, ma ampiamente insufficiente. La Parte terza (Le radici della lettura) illustra l’importanza fondamentale delle esperienze precoci nella costruzione di questa competenza, sottolineando così il ruolo insostituibile dell’ambiente familiare e l’incapacità strutturale della scuola di supplire alle carenze di un ambiente non sufficientemente stimolante. La Parte quarta (Un mondo senza libri) sottolinea la capacità unica dei libri di strutturare il pensiero, alimentare la memoria e facilitare l’appropriazione di conoscenze complesse. La Parte quinta (Benefici molteplici e duraturi) illustra i benefici della lettura, scientificamente documentati, per lo sviluppo intellettuale, emotivo e sociale dei nostri figli, che in ultima analisi hanno un impatto notevole sul successo scolastico. L’Epilogo (Fare del bambino un lettore) affronta in modo pratico gli strumenti principali che possono trasformare la lettura in una parte integrante della vita quotidiana del bambino.»




