Fabio Copani: «Le lingue antiche accrescono il nostro spazio intimo di immaginazione e piacere personale»

Dott. Fabio Copani, Lei è il fondatore di Athena Nova, un progetto che si propone di diffondere la conoscenza del mondo antico: quale ruolo per latino e greco antico al tempo di Twitter e Facebook?
La domanda è di fondamentale importanza. Lo studio del greco e del latino per molti non ha più alcun senso nelle società odierne.

Di fronte a uno screditamento così evidente, le persone che ancora ammirano i testi delle letterature classiche si sforzano di trovare una giustificazione alla loro passione: il greco e il latino permettono di acquisire un buon metodo di studio, accrescono le capacità critiche, fanno scoprire le nostre radici europee.

Io credo che invece di cercare con ansia una risposta alla domanda “che facciamo del greco e del latino oggi?”, bisogni prima soffermarsi sul quesito stesso, perché non è affatto innocente o neutrale, come potrebbe essere la domanda “oggi piove o c’è il sole?”. Al contrario quel dubbio nasconde un preciso pensiero: la modernità è radicalmente diversa dal passato e non trae alcun profitto dallo studio del mondo classico. Ovvero: ciò che è diverso da noi (i Greci e i Romani lo sono!) non merita di essere studiato e, soprattutto, ciò che non genera “profitto” e non si traduce in un arricchimento materiale, non merita il nostro impegno.

Una volta smascherati i presupposti della domanda “a che cosa serve?” è più semplice formulare una risposta. Semplicemente il greco e il latino non “servono”, nel senso che non sono al servizio di un profitto materiale o sociale. E proprio per questo ci impongono di riflettere su un fatto: perché mai alcune persone si sobbarcano fatiche enormi per apprendere cose che non “servono”?

In effetti nessuno trova strano faticare per ottenere una laurea o impegnarsi in corsi di aggiornamento, poiché quella fatica può tradursi in una posizione sociale migliore. Questo è vero e corretto, ma non basta. Un buon lavoro è una condizione necessaria per sentirsi realizzati, ma non è sufficiente. Chi ci dice che “con la cultura non si mangia” vuol farci credere che noi siamo solo esseri mangianti e che possiamo essere felici solamente davanti a un piatto pieno. Invece noi siamo anche esseri pensanti e fantasticanti, e se ce ne dimentichiamo stiamo male.

Ai miei occhi il greco e il latino sono una delle tante vie per accrescere la propria cultura. E per cultura non intendo qualcosa che bisogna avere per essere persone più rispettate, ma uno spazio interno, intimo, fatto di immagini, di idee e di bellezza. Studio le lingue classiche per tornare a sentire il ritmo dei versi dell’Iliade, per immaginare lo sconcerto degli Ateniesi davanti alle Baccanti di Euripide, per dialogare con Seneca sui grandi temi della vita e della morte.

Come nasce il progetto Athena Nova?
Tutto è nato una sera di settembre del 2017, quando mi balenò l’idea che ci potessero essere delle persone, adulte e consenzienti, che volessero imparare il greco antico la sera, dopo il lavoro. In due settimane misi online un piccolo sito (si chiamava Corsi Greco Antico) e stampai qualche volantino. Ad ottobre partì così un primo corso con sei studenti, dai trenta ai sessantacinque anni di età, che il giovedì sera si riunivano a casa mia, a Milano, per imparare il greco.

A quel punto decisi di puntare sull’insegnamento online e a dicembre partirono altri due corsi con studenti da tutta Italia. Nei mesi successivi gli studenti si moltiplicarono e chiamai ad aiutarmi un amico di lunga data, Narno Pinotti, che conoscevo dai tempi del dottorato in Storia antica. Narno a sua volta mi fece conoscere un suo amico, Enrico Tanca, docente di lingue classiche al liceo, che condivideva con noi lo stesso approccio didattico anticonvenzionale. Insieme abbiamo iniziato a collaborare con piacere, abbiamo aggiunto dei corsi di latino e, nell’agosto del 2018, abbiamo battezzato il nuovo centro di studi “Athena Nova”.

Lo scopo di Athena Nova era e rimane quello di permettere a chiunque lo desideri di imparare una lingua antica con il supporto dei migliori docenti e delle tecnologie più evolute. La quasi totalità delle nostre iniziative si svolge infatti online.

In che modo Athena Nova ha ripensato i metodi tradizionali di insegnamento del greco antico e del latino?
I non addetti ai lavori non sanno che in molti licei classici si sta combattendo una battaglia tra docenti di latino e di greco. Da una parte ci sono i difensori del metodo tradizionale (semplificando, si studia prima la grammatica e si usa la traduzione come prova per verificare le conoscenze grammaticali) e i fautori del cosiddetto metodo “natura” o “Ørberg”, dal nome di un latinista danese che nel 1955 pubblicò un fortunato libro di testo, una sorta di romanzo con il quale ci si immerge in un contesto dove si usa esclusivamente il latino.

Le divergenze tra insegnanti si trasformano a volte in veri e propri scontri ideologici, ai quali Athena Nova non ha mai voluto prendere parte. La nostra posizione è semplice: i testi classici sono stati scritti dai loro autori per essere letti (non tradotti con ore e ore di sudore!), quindi se vogliamo fare quello che ci chiedono, cioè leggerli, dobbiamo apprendere il greco e il latino come faremmo con qualsiasi altra lingua straniera che vogliamo leggere. Questo comporta fasi di “full immersion”, dialoghi in lingua ed uso attivo delle lingue classiche. Il tutto sempre finalizzato all’approccio diretto ai testi, senza traduzione.

Utilizziamo dunque un metodo induttivo vicino ai docenti che sposano il metodo “Ørberg”, senza tuttavia vedere nel libro del danese una sorta di bibbia della didattica e, soprattutto, senza perdere di vista il fine per cui studiamo il greco e il latino: il nostro scopo rimane quello di leggere Erodoto o Tacito, non di parlare in latino di una partita di calcio.

La Vostra scuola, accanto ai tradizionali insegnamenti di greco antico e latino, offre un ventaglio veramente ampio di corsi: ebraico biblico, aramaico, sumerico, egiziano antico e ittita; chi sono i Vostri allievi?
I nostri allievi sono persone dai venti agli ottant’anni di età: impiegati, imprenditori, studenti, insegnanti, docenti universitari, pensionati. Abbiamo persone che si connettono dalla Mongolia o da Santo Domingo per seguire corsi di greco antico o di egiziano.

Dal primo momento abbiamo scelto di non limitarci alle lingue classiche. Il mondo antico permette un confronto con decine di culture diverse, che hanno lasciato segni importanti e che ci permettono un dialogo con uomini vissuti migliaia di anni fa. Dal riconoscimento delle analogie e delle differenze con quegli uomini, ma anche dal semplice stupore di veder riemergere la lingua dei Sumeri o degli Ittiti, proviene un grande arricchimento personale.

Il corpo docente riunisce giovani studiosi con curriculum di tutto rispetto nelle materie dell’antichistica: chi sono gli insegnanti?
Oggi collaborano con Athena Nova ventisette docenti, ognuno specialista nella propria materia. Si tratta per lo più di ricercatori universitari (ma non manca un ex professore di letteratura greca della Sapienza di Roma), che svolgono la loro attività in vari atenei europei, da Madrid a Rotterdam, da Milano a Berlino.

Quale funzione possono svolgere le lingue antiche in una società multiculturale?
Lo studio di qualsiasi lingua diversa dalla nostra, sia antica che moderna, ci impone di confrontarci con modi di organizzare i pensieri, o quantomeno il linguaggio e la scrittura, diversi dal nostro. Già questo è un allenamento a non percepire noi come “normali” e gli altri come “strani”. Questo aprirsi al mondo è ancora più forte nel caso delle lingue antiche, che sono espressione di culture spesso lontanissime dalla nostra. Studiare il babilonese o il sanscrito ci fa scoprire società che hanno alcune analogie e tante differenze con noi. Immedesimarci in quei sistemi di pensiero ci permette di prendere maggiore consapevolezza di noi, e allo stesso tempo di non cadere nell’inganno di sentirci gli unici sulla terra, sia nel tempo che nello spazio.

Quali sono le sfide maggiori per un progetto come il Vostro?
La sfida più grande che fronteggiamo proviene dalla natura stessa del nostro centro di studi: a dispetto della diffidenza comune (a chi mai può interessare un corso di aramaico antico?) vogliamo dimostrare che per molte persone, oggi, ha ancora senso occupare il proprio tempo libero con un’attività non semplice, che richiede impegno e pazienza e che non garantisce avanzamenti di carriera. Un’attività che però permette di coltivare la propria natura di esseri umani. Dal 2018 siamo cresciuti costantemente e siamo arrivati ad avere millecinquecento iscritti ogni anno ai nostri corsi. Athena Nova è la dimostrazione che in molti, a discapito del pensiero comune, non hanno affatto rinunciato alla propria “cultura”, ovvero, come dicevo sopra, al proprio spazio intimo di immaginazione e piacere personale.

Fabio Copani, dottore di ricerca in Storia antica dell’università di Pisa, è il fondatore di Athena Nova (www.athenanova.it), un centro di studi che propone corsi su lingue e civiltà antiche tenuti dai massimi esperti e rivolti a interessati di tutte le età. Lui stesso docente di greco antico, dal 2018 dirige le attività del centro, nel quale insegnano ricercatori di varie università europee.

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