“Etica dell’intelligenza artificiale” di Luciano Floridi

Etica dell'intelligenza artificiale, Luciano FloridiEtica dell’intelligenza artificiale
di Luciano Floridi
traduzione di Massimo Durante
Raffaello Cortina Editore

«Istruzione, affari e industria, viaggi e logistica, banche, vendita al dettaglio e shopping, intrattenimento, welfare e sanità, politica e relazioni sociali, in breve la vita stessa per come la conosciamo oggi è diventata inconcepibile senza la presenza di pratiche, prodotti, servizi e tecnologie digitali. Chiunque non sia stupito di fronte a una tale rivoluzione digitale non ne ha afferrato la portata. Stiamo parlando di un nuovo capitolo della storia umana. Naturalmente, molti altri capitoli l’hanno preceduto. Erano tutti ugualmente significativi. L’umanità ha sperimentato un mondo prima e dopo la ruota, la lavorazione del ferro, l’alfabeto, la stampa, il motore, l’elettricità, la televisione o il telefono. Ogni trasformazione è unica. Alcune di queste hanno cambiato in maniera irreversibile il modo in cui comprendiamo noi stessi, la nostra realtà e l’esperienza che ne facciamo, con implicazioni complesse e di lungo periodo. […] Al contempo, è inimmaginabile ciò che l’umanità potrà ottenere grazie alle tecnologie digitali. Nessuno nel 1964 avrebbe potuto immaginare come sarebbe stato il mondo solo cinquant’anni dopo. I futurologi sono i nuovi astrologi. Eppure, è anche vero che la rivoluzione digitale accade una volta sola, e cioè adesso. Questa particolare pagina della storia umana è stata voltata ed è iniziato un nuovo capitolo. Le generazioni future non sapranno mai com’era una realtà esclusivamente analogica, offline, predigitale. Siamo l’ultima generazione che l’avrà vissuta. […]

Per individuare la strada migliore da percorrere nello sviluppo delle nostre tecnologie digitali, il primo, fondamentale passo è cercare di averne una maggiore e migliore comprensione. Non dovremmo sonnecchiare nella creazione di un mondo sempre più digitale. L’insonnia della ragione è vitale, perché il suo sonno genera errori mostruosi. Comprendere le trasformazioni tecnologiche in atto sotto i nostri occhi è cruciale, se vogliamo guidare la rivoluzione digitale in una direzione che sia preferibile (equa) dal punto di vista sociale e sostenibile da quello ambientale. Ciò può tradursi solo in uno sforzo collaborativo. Pertanto, in questo libro, offro il mio contributo condividendo alcune idee su un particolare tipo di tecnologia digitale, l’intelligenza artificiale (IA), e un problema specifico, la sua etica. […]

Possiamo, ora, dare un rapido sguardo ai suoi contenuti. Il compito di questo volume è quello di contribuire allo sviluppo di una filosofia del nostro tempo per il nostro tempo, come ho scritto più volte. Tale sforzo è attuato in modo sistematico (l’architettura concettuale è una caratteristica preziosa del pensiero filosofico) piuttosto che in modo esauriente, perseguendo due obiettivi.

Il primo obiettivo è metateorico ed è soddisfatto dalla prima parte. Questa comprende i primi tre capitoli, in cui offro un’interpretazione del passato (capitolo 1), del presente (capitolo 2) e del futuro dell’IA (capitolo 3). Questa prima parte non è un’introduzione all’IA in senso tecnico, o una sorta di ia per principianti. Ci sono tanti ottimi libri a questo scopo. È piuttosto un’interpretazione filosofica dell’IA come tecnologia. La tesi principale che sviluppo nel libro consiste nel dire che l’IA costituisce un divorzio senza precedenti tra l’intelligenza e la capacità di agire.

Sulla base di questa prima parte, la seconda svolge una disamina non metateorica ma teorica delle conseguenze di tale divorzio analizzate nella prima parte.

Nel capitolo 4, offro una prospettiva unificata sui molti principi che sono stati proposti per inquadrare l’etica dell’IA. Ciò porta a esaminare, nel capitolo 5, i potenziali rischi che possono pregiudicare l’applicazione di tali principi e quindi, nel capitolo 6, a un’analisi della relazione tra principi etici e norme giuridiche e alla definizione di etica soft come etica post-compliance. Dopo questi tre capitoli, analizzo le sfide etiche poste dallo sviluppo e dall’uso dell’IA nel capitolo 7, gli usi cattivi dell’IA nel capitolo 8 e le buone pratiche nell’applicazione dell’IA nel capitolo 9. L’ultimo gruppo di capitoli è dedicato a una serie di questioni rilevanti dal punto di vista del dibattito etico sull’IA e, in particolare, del design, sviluppo e implementazione dell’IA per il bene sociale. Pertanto, nel capitolo 10, getto luce su una questione attuale ma fuorviante, quella della singolarità. Nel capitolo 11, esamino più da vicino la natura e le caratteristiche dell’IA per il bene sociale. Nel capitolo 12, ricostruisco l’impatto positivo e negativo che l’IA ha sull’ambiente e in che modo l’IA può essere una forza positiva nella lotta ai cambiamenti climatici, ma non senza rischi e costi, che devono essere evitati o minimizzati. Nel capitolo 13, approfondisco l’analisi presentata nel capitolo 9 e discuto la possibilità di avvalersi dell’IA a sostegno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. In questo contesto, presento l’iniziativa di ricerca dell’Università di Oxford sull’IA per gli obiettivi di sviluppo sostenibile che ho diretto a Oxford. Infine, nel capitolo 14, concludo sostenendo l’esigenza di un nuovo matrimonio tra il verde di tutti i nostri habitat e il blu di tutte le nostre tecnologie digitali, per sostenere e sviluppare una società migliore e una biosfera più sana. Il libro si chiude con alcuni richiami a concetti che saranno centrali nel prossimo libro, La politica dell’informazione, dedicato, come accennato sopra, all’impatto delle tecnologie digitali sull’agire sociopolitico. […]

Un’ultima breve considerazione su quello che il lettore non troverà nelle pagine seguenti. Non si tratta di un’introduzione all’IA o all’etica dell’IA. Né cerco di fornire un esame esaustivo di tutte le questioni che possono essere rubricate sotto l’etichetta di “etica dell’IA”. Vi sono temi che saranno investigati e approfonditi in futuro, perché ancora poco esplorati; e altri, che investono considerazioni geopolitiche sulle politiche dell’IA, che intendo affrontare in termini più specifici in La politica dell’informazione. […] Si tratta di un libro filosofico sulle radici di alcuni dei problemi digitali del nostro tempo, non sulle loro foglie. Un libro che investe e mette a tema una nuova forma dell’agire, la sua natura, la sua portata e le sue sfide, e il modo in cui sfruttarla a beneficio dell’umanità e dell’ambiente.»

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