Elisabetta SgarbiD.ssa Elisabetta Sgarbi, quando è nato il Suo amore per i libri e la lettura?
Penso che sia il contrario. Sono nata io nell’amore per i libri. Mio padre era lettore vorace di narrativa e amava molto la poesia.

Quali sono le principali difficoltà nel lavoro di un editore?
Un lettore legge un libro e il suo piacere o dispiacere sono assoluti. Un editore proietta il suo piacere o dispiacere su una scala più ampia. Il proprio gusto diventa universale. In questa contraddizione sta il lavoro infinito dell’editore.

Quali consigli vuol dare ai molti aspiranti scrittori che ambiscono di esser pubblicati?
Di leggere molto, o di non leggere nulla se l’aspirante scrittore è particolarmente geniale (tenendo tuttavia a mente che i geni sono molto pochi). Di leggere, in particolare un libro di Rilke, anche solo nelle pagine dedicate alla fatica di scrivere: “I quaderni di Malte
Lauridis Brigge”.


Qual è il Suo giudizio del self-publishing?
Non do giudizi, perché il self publishing si basa sulla volontà di non sottoporsi al giudizio di un editore. Cosa più che legittima.

I dati Istat evidenziano come oltre il 60% degli italiani non legga: quali a Suo avviso le cause e quali le possibili soluzioni?
Non ci sono ricette o soluzioni. La lettura nasce come l’innamoramento. Più dai consigli meno hai successo. Qualcuno dice che bisognerebbe vietare la lettura, come nel noto libro/film di
Bradbury/Truffaut: così nascerebbe il desiderio di leggere.

È possibile educare alla lettura? Se sì, come?
Non credo. È un atto libero e assoluto. Si può certo sbagliare nel consigliare un libro a un ragazzo. Ma, insomma, non penso sia decisivo neppure un consiglio sbagliato (o giusto).


La tecnologia fatta di tablet ed e-book reader insidia il libro cartaceo: quale futuro per i libri?
Al momento l’ebook ha una percentuale minima rispetto al cartaceo. In Italia ma anche negli Usa. Il sorpasso non c’è stato e non penso ci sarà. I libri elettronici seducono gli stessi amanti del libro cartaceo. Se non si ama leggere, non si comprano ne gli uni né gli altri. In fondo, a pensarci bene, mi pare un comportamento razionale.

Quali provvedimenti dovrebbe adottare a Suo avviso la politica per favorire la diffusione dei libri e della lettura?
La politica italiana non conosce il mondo del libro e dell’editoria. Considera i libri come l’erba che cresce intorno alle mura antiche della città.

Elisabetta Sgarbi è Publisher de La nave di Teseo Editore