Il coraggio di una mano tesa: Educare al rispetto e alla gentilezza di Isabella Vezzosi
Nel panorama ormai vasto delle pubblicazioni dedicate al bullismo e al cyberbullismo, dove non di rado il rigore delle statistiche finisce per soffocare la voce di chi quelle ferite le ha davvero attraversate, il volume di Isabella Vezzosi, Educare al rispetto e alla gentilezza. Prevenire bullismo e cyberbullismo (2026), si distingue per una scelta tanto semplice quanto coraggiosa: quella di partire dalla propria storia per costruire uno strumento al servizio degli altri. L’autrice, attrice e autrice teatrale già nota per lo spettacolo Muro, la storia di Lisa e per il racconto illustrato Lisa e il muro arcobaleno, non si presenta infatti come una teorica del fenomeno, bensì come una donna che ha subito per quattro anni la violenza dei coetanei e che, grazie al sostegno di uno psicologo e a un lungo lavoro su di sé, ha trasformato quell’esperienza in un impegno civile che oggi la porta a incontrare i ragazzi nelle scuole.Il libro si apre con una dedica ai figli che è già, in nuce, una dichiarazione di poetica, poiché vi si afferma che la gentilezza non è debolezza e che chi ferisce gli altri spesso nasconde ferite che non sa raccontare, e prosegue con una prefazione della psicologa e psicoterapeuta Samuela Savini, la quale inquadra il tema alla luce della letteratura scientifica, dagli studi pionieristici di Dan Olweus ai dati dell’OMS, sottolineando in particolare il ruolo dei cosiddetti bystanders, quegli spettatori silenziosi la cui indifferenza finisce per legittimare l’azione del bullo.
Il percorso vero e proprio si articola in sette capitoli che accompagnano il lettore dalla definizione del bullismo e del cyberbullismo all’analisi delle loro conseguenze psicologiche e sociali, per poi soffermarsi sulle strategie di prevenzione, sui segnali che i genitori possono cogliere nei comportamenti dei figli, sul ruolo degli insegnanti e infine sui possibili percorsi di guarigione. Particolarmente efficace, nel capitolo dedicato al cyberbullismo, è l’esempio di una ragazza ingannata per mesi da un profilo falso creato da due compagne, vicenda che l’Autrice non si limita a narrare ma che interroga con una domanda netta, se cioè si tratti di uno scherzo, per rispondere senza esitazioni che si tratta di crudeltà consapevole. Accanto alle pagine espositive, Vezzosi colloca una serie di brevi componimenti poetici dedicati al bullismo, al cyberbullismo, alla paura, all’amicizia, al rispetto, alla condivisione e alla protezione, che fungono da contrappunto lirico alla prosa divulgativa e restituiscono al testo quella dimensione emotiva senza la quale il discorso educativo rischierebbe di apparire freddo.
La seconda parte del volume, intitolata Idee per abituare al rispetto e alla gentilezza, rappresenta forse il cuore più originale dell’opera, perché sposta l’attenzione dalla diagnosi del problema alla costruzione quotidiana di un’alternativa. L’Autrice declina la gentilezza in tre ambiti, la famiglia, la scuola e lo sport, muovendo ogni volta dal medesimo principio, ossia che l’esempio degli adulti precede qualsiasi insegnamento verbale. Ne nascono proposte concrete e immediatamente spendibili: la “pentola magica della gratitudine” in cui ogni sera i membri della famiglia depongono un biglietto, il complimento prima di dormire, il breve incontro familiare settimanale, e poi in classe il muro dei complimenti, la ragnatela della gentilezza realizzata con un gomitolo di lana, la sedia della gentilezza, il bingo dei gesti gentili, fino agli otto scenari di esclusione, tratti dalla vita scolastica e dalle chat di classe, su cui gli studenti sono invitati a riflettere mettendosi nei panni dell’altro. Nel capitolo sportivo spicca la figura dell'”allenatore della gentilezza”, personaggio volutamente imperfetto e un po’ buffo che, attraverso l’ironia e regole paradossali come il divieto di dire “era solo uno scherzo”, insegna ai ragazzi a misurare il peso delle parole.
Il volume si chiude con i contributi di alcuni professionisti che ne ampliano la prospettiva: la psicologa Gloria Palmintieri racconta la storia di Mirko, tredicenne travolto dall’effetto domino di una chat di classe, e illustra il lavoro terapeutico di elaborazione del trauma; l’avvocato Paolo Russo offre una sintesi chiara e aggiornata del quadro normativo italiano, dalla Legge 71 del 2017 alle modifiche introdotte dalla Legge 70 del 2024, soffermandosi sui profili penalistici e sugli strumenti di tutela a disposizione delle famiglie; seguono le note del professor Matteo Santini e la testimonianza personale dell’Autrice, che si congeda con una frase destinata a restare, secondo cui il perdono è stato la sua più grande salvezza.
Il testo si rivolge in primo luogo agli adulti, genitori, insegnanti, educatori e allenatori, che vi troveranno un vero e proprio manuale d’azione, mentre la parte dedicata ai ragazzi, comprese le poesie e gli scenari di riflessione, risulta particolarmente adatta ai preadolescenti e agli adolescenti tra gli undici e i diciassette anni, ossia agli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, fascia in cui il fenomeno, soprattutto nella sua declinazione digitale, si manifesta con maggiore frequenza. Molte delle attività proposte, tuttavia, possono essere adattate con la mediazione di un adulto anche agli ultimi anni della scuola primaria, e l’Autrice stessa insiste opportunamente sulla necessità di coltivare le abitudini gentili fin dall’infanzia, affinché i ragazzi giungano all’adolescenza avendo già interiorizzato un modello di relazione fondato sul rispetto.
L’utilità educativa del libro risiede proprio in questo equilibrio fra testimonianza, divulgazione e pratica: la prosa è volutamente piana e accessibile, lontana da ogni tecnicismo, e se talvolta privilegia l’immediatezza alla finezza stilistica, lo fa in coerenza con la sua vocazione di strumento da tenere a portata di mano più che di trattato da consultare. Le domande guida per il dialogo con i figli e con gli alunni, i percorsi di riflessione pensati per le classi e i riferimenti giuridici rendono il volume una risorsa preziosa per le scuole che desiderino avviare progetti di educazione civica e affettiva, per i genitori che vogliano imparare a leggere i silenzi dei propri figli e per le società sportive che intendano fare del fair play un valore vissuto e non soltanto dichiarato.
Educare al rispetto e alla gentilezza è, in definitiva, un libro che nasce da una ferita e che proprio per questo possiede una rara capacità di parlare a chi soffre, a chi assiste senza intervenire e persino a chi fa del male, ricordando a tutti che il silenzio può essere spezzato e che la gentilezza, lungi dall’essere una virtù ingenua, è una forma consapevole di forza.
L’Autrice
Isabella Vezzosi è un’attrice, autrice, presentatrice e organizzatrice di eventi con una solida formazione artistica e una consolidata esperienza nel panorama teatrale, cinematografico e culturale italiano. Diplomata presso la Scuola Cinema Indipendente di Firenze, ha approfondito numerose discipline dello spettacolo, tra cui recitazione teatrale e cinematografica, dizione e articolazione, improvvisazione, animazione, espressione corporea, respirazione e uso della voce, giocoleria e movimento scenico. Nel corso della sua carriera ha sviluppato un percorso artistico poliedrico che l’ha portata a lavorare come attrice teatrale e cinematografica, presentatrice televisiva, organizzatrice di eventi e spettacoli, nonché autrice di opere teatrali e letterarie dedicate a temi sociali ed educativi. Tra le sue principali opere come autrice si distinguono lo spettacolo teatrale Muro. La storia di Lisa, la favola Lisa e il Muro Arcobaleno, il cofanetto Le Favole di Lisa (in corso pubblicazione) e del manuale Educare al rispetto e alla gentilezza: prevenire bullismo e cyberbullismo, rivolto a insegnanti, genitori e ragazzi. Nel campo della conduzione e della comunicazione ha ricoperto il ruolo di presentatrice del Tuscany Web Fest nelle edizioni 2017 e 2018 e del Festival dell’Oriente di Porcari. Ha inoltre collaborato come inviata radiofonica per Radio Fiesole, maturando esperienza nella divulgazione e nell’intrattenimento.
La sua attività artistica comprende la partecipazione a cortometraggi, lungometraggi e numerose produzioni teatrali, collaborando con importanti professionisti del settore quali Sergio Forconi, Andrea Muzzi, Gaetano Gennai, Renato Raimo, Katia Beni ed Elda Alvigini. Il suo sito è isabellavezzosi.it




