Dizionario della stupidità. Fenomenologia del non-senso della vita, Piergiorgio OdifreddiProfessor Odifreddi, Lei è autore del libro Dizionario della stupidità. Fenomenologia del non-senso della vita edito da Rizzoli. Einstein affermò: “Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”: cos’è e come si manifesta la stupidità?
Io preferisco evitare di dire cosa sia la stupidità: mi sembra un compito da filosofo, e io non lo sono. Da scienziato, alle definizioni ostensive preferisco le definizioni operative, che in fondo sono quelle che offriamo ai bambini che devono imparare una lingua: non gli si dice cosa sia un cavallo, o un’automobile, ma gli si indicano esempi di cose che sono cavalli, o automobili, e di altre cose che non lo sono.
Con la stupidità ho fatto la stessa cosa: ho indicato esempi di cosa per me è la stupidità, e controesempi di cosa non lo sia. Ma per non dare l’impressione di voler evitare la domanda, dirò che se uno cerca la stupidità, è quasi sicuro di poterla trovare in molti ambiti dell’attività umana: soprattutto nella burocrazia, nella politica e nella religione, dove invece è arduo trovare dei controesempi.

Lei sostiene che la certezza che gli stupidi siano sempre gli altri permette a ciascuno di noi di convivere con la propria stupidità.
Quando ho detto che il 90 per 100 della gente è stupida, quasi tutti coloro che conosco hanno confermato: “è vero, il mondo è quasi tutto fatto di stupidi”. Ma se quasi tutti dicono che la gente è stupida, si dovrebbe dedurre che allora sono stupidi anche quasi tutti coloro che lo dicono. La spiegazione più semplice di questo apparente paradosso è appunto che tutti noi crediamo che a essere stupidi siano gli altri. Naturalmente, per gli altri gli stupidi siamo noi, e così siamo quasi tutti stupidi, e quasi tutti felici e contenti.

Possiamo inserire il terrorismo tra le manifestazioni della stupidità umana?
Io direi che sono molto più stupidi i discorsi sul terrorismo, che il terrorismo stesso. Ad esempio, l’Occidente da molti decenni, ma soprattutto dopo l’11 settembre 2001, vive nella psicosi del terrorismo in generale, e di quello islamico in generale, e lo considera come il nemico pubblico numero uno.
In realtà, basta guardare alle cifre delle vittime per terrorismo, per accorgersi che si tratta di poche migliaia di persone in tutto, distribuite sporadicamente in molti anni.
Sono moltissimi invece coloro che muoiono per il fumo o l’alcol: nella sola Italia, 300 persone al giorno, pari a 120.000 morti l’anno. In altre parole, in Italia il fumo e l’alcol provocano ogni dieci giorni tante vittime quante ce ne sono state alle Torri Gemelle. Eppure lo stato che impegna immense risorse alla cosiddetta “lotta al terrorismo”, è lo stesso che mantiene il monopolio sul tabacco. Chi è più terrorista: i cosiddetti terroristi combattuti dallo stato, o lo stato stesso?

Il Suo Dizionario, in quanto tale, va sfogliato alla ricerca delle voci che possono attirare l’attenzione o stimolare la curiosità: quali sono, secondo Lei, quelle proprio da non perdere?
Dipende dai gusti di ciascuno. Io mi sono divertito a provocare, additando come esempi di stupidità mostri sacri come Dostoevskij o Pascal, o mostriciattoli profani come Berlusconi, Grillo e Renzi. Immagino però che ciascuno di essi abbia i propri fan, che non apprezzeranno le mie provocazioni.
Non volendo entrare nel personale, però, io suggerirei di leggere le voci legate alla metafisica o alla psicanalisi, oppure alla cravatta o alle reliquie…

Tra le voci del Dizionario, compaiono spesso quelle dedicate alla Chiesa ed alla sua storia ed alle religioni: nella religione vi è la manifestazione suprema della stupidità?
Credo che la competizione sia grande, ma la religione contende sicuramente la palma della stupidità alla politica. Entrambi questi campi sono il regno dell’irrazionale e del superficiale, che sono due caratteristiche che spesso si associano alla stupidità.
Per quanto riguarda la religione, a mia scusante ricordo che già Voltaire, nel “Dizionario filosofico”, si era divertito a mostrare quante stupidaggini si trovassero nelle particolari credenze in voga allora, che sono le stesse anche ora. Forse oggi il mondo occidentale è un po’ meno religioso di allora, ma dubito che il motivo sia perché il mondo sta diventando meno stupido: semplicemente, sta rivolgendo la propria stupidità altrove.

Cosa si può fare per esser meno stupidi?
Poiché la stupidità è spesso insita in ciò che pensiamo, diciamo e facciamo senza pensare, lasciando che a guidarci non siano i ragionamenti, ma i luoghi comuni e le affermazioni politicamente corrette, un modo per contenere la stupidità potrebbe essere di meditare, prima di parlare o di agire. Ma è un’impresa ardua, come pedalare in salita: non appena si smette di pedalare, non si sta fermi, ma si torna indietro.

Verrà mai sconfitta la stupidità umana?
Non credo. In parte per il motivo che ho appena detto: non essere stupidi richiede una continua attenzione, che è impossibile mantenere. Prima o poi, dunque, anche i meno stupidi ci cascano. Il che significa che nessuno è immune dalla stupidità, e tutti prima o poi, e più o meno frequentemente pecchiamo di stupidità. Facciamo dunque continuamente esami di coscienza al riguardo, e cerchiamo di non peccare più.