Diversamente madre, Antonella SalamoneCosa significa esattamente essere zia? Cosa definisce il rapporto di zialità? Fino a dove spingersi e soprattutto, dove e quando fermarsi con i propri nipoti?
Il libro Diversamente madre di Antonella Salamone, edito da Algra, a metà strada tra il saggio autobiografico e la non-fiction letteraria, vuole rispondere a queste domande partendo dall’esperienza personale dell’autrice che, zia senza figli, per la prima volta si trova di fronte a una crescita altra e si interroga sui rapporti e sulle dinamiche familiari che si innescano quando arriva un nipote in famiglia.

Il testo si sviluppa in maniera graduale dando dapprima uno sguardo generale sul nuovo ruolo delle zie nella società di oggi per poi restringere successivamente l’obiettivo sulla testimonianza diretta dell’autrice e i figli non suoi.
L’esperienza della zialità, termine coniato per rivendicare l’ufficialità di ruolo di una figura para-genitoriale non presente in letteratura, incontra anche le brevi testimonianze di altre zie e zii e con una scrittura semplice e scorrevole. Un’esplorazione sui diritti e i doveri soprattutto delle zie in uno scenario che propone nuovi modelli educazionali e che, nel flusso di una società liquida, sente il bisogno di ritornare ai vecchi e tradizionali valori della famiglia.
Le zie non sono madri e gli zii non sono padri sebbene i genitori spesso sentano queste figure come una minaccia alla loro autorità genitoriale. Ma gli zii non sono neanche nonni e come funamboli si trovano a camminare in equilibrio in delle zone d’ombra ricche molto spesso di cliché.

In che modo una zia influisce sull’educazione dei propri nipoti? Perché nessuno ne parla?
Senza volersi porre come un corollario da regole da seguire, il testo si offre come la testimonianza di una figura finora rilegata agli angoli dell’educazione dei bambini, ma che per necessità si sta imponendo in maniera forte e a tratti anche spiazzante imponendo di rivedere certe dinamiche familiari consolidate.

Il testo dell’autrice, appartenente al genere del saggio autobiografico, racconta l’esperienza in prima persona dell’essere zia ai tempi d’oggi, in una società in cui si fa sempre più urgente il bisogno di ristabilire i legami parentali che, complici i nuovi ritmi di vita a cui si è sottoposti, sono convulsamente cambiati. Se a prima lettura il testo racconta in maniera leggera e senza pretesa pedagogica un’esperienza personale, andando più a fondo si fa invece testimone di una mancanza, di un vuoto di ruolo ancora presente in letteratura. Il testo, infatti, risulterà non soltanto nuovo nei termini dell’argomentazione da cui muove, ma anche originale proponendo una nuova espressione dell’essere donna in questi tempi.

Diversamente madre è il primo libro scritto e pubblicato dall’autrice e si pone come uno scritto nuovo e di rottura rispetto alla precedente produzione letteraria maggiormente votata alla narrativa e allo stile del racconto breve.
Il libro, composto da 112 pagine, presenta due registri di lettura. Uno dedicato al lettore adulto e uno rivolto invece al lettore bambino. Anche visivamente i due piani sono facilmente distinguibili dalla presenza, nell’ultima parte del libro, delle cinque illustrazioni eseguite dall’illustratore Alessandro Venuto. Il testo, suddiviso in 25 capitoli, una premessa e una favola, è scritto in prosa e procede dritto, in un italiano scorrevole e agile, privo di tecnicismi da manuale. Il libro si pone alla lettura come una sorta di  memoriale in cui la voce dell’autrice si fa testimonianza dei cambiamenti della figura della donna, della madre e della società più in generale a cui questi cambiamenti fanno capo.
La metodologia utilizzata nella stesura dell’opera è quella del saggio non formale con un carattere divulgativo di sottofondo e rivolgendosi al lettore in maniera diretta e con una prosa lineare, invita alla riflessione con delle interrogazioni che l’autrice si pone andando avanti nella sua scrittura.

La tesi di fondo affrontata nel testo parte dal sentire personale dell’autrice che, diventata zia, si rende conto di quanto poco si sappia, a livello più propriamente pedagogico, di questa figura considerata di riferimento e quindi importante e fondamentale nel suo ruolo di accudimento dei più piccoli. Senza pretese di scientificità l’autrice parte dalla sua esperienza per interrogare sia le altre zie che come lei vivono in maniera soggettiva e personale il loro essere zia, che i nipoti diventati spunto per approfondire varie tematiche legate soprattutto al tema dell’educazione.
L’idea centrale del lavoro dunque è un’indagine che, scevra di assolutismi, esplora soprattutto sul ruolo della donna che, quando non ancora madre, si pone come figura di cura.
Partendo da un’osservazione più generale, il libro si focalizza pian piano su diversi temi quali il rapporto con il denaro, i vizi, i capricci dei bambini, il paragone con i nonni e soprattutto il rapporto tra zii e genitori.

Diversamente madre è una voce al femminile che in prima analisi si interroga su un’ufficilità di ruolo che stenta ad arrivare e che, nelle conclusioni, si fa testimonianza di un cambiamento di scenario in cui sono cambiati i nostri ruoli nella società perché ne sono cambiati i tempi e questo mutamento ha fatto sì che la «[…] figura dello zio e della zia cominciasse a ricoprire un ruolo più significativo rispetto al passato quando i figli si facevano in età più giovane e le zie erano già quasi tutte madri. Quando le donne lavoravano meno e avevano la possibilità di viversi i propri figli. Anche adesso, a causa degli alti tassi di disoccupazione si lavora meno, ma è anche a causa di questi stessi tassi che si rimanda il pensiero di creare una famiglia e di avere dei figli. in una società liquida, sono diventati liquidi i confini e i ruoli e sono tante le zie senza figli che vivono i loro nipoti come forse non li hanno mai vissuti in passato». (A.Salamone, Diversamente madre, Algra editore, 2017).

Antonella Salamone è nata in Sicilia nel 1982 e trasferitasi in Lombardia vive tra la sua terra e Milano. Comincia a scrivere poesie e racconti all’età di sette anni e vince diversi premi letterari tra cui il Premio letterario “Universi diversi” Omero, “Il premio di laurea Vito Cavallotto” Libreria Cavallotto, il premio “We have a Dream” Telecom Italia e Scuola Holden, il premio “Cammini  Italiani” Unpli, ottenendo anche altri riconoscimenti e menzioni speciali. Ha pubblicato due racconti brevi “Ti guardo” e “Cuore di velluto” in riviste letterarie come Il Convivio e Anthos.
Laureata in Culture e linguaggi per la comunicazione all’Università di Catania, si specializza dapprima in Editing e successivamente in Web Marketing lavorando come copywriter e come Caporedattore per la rivista di viaggi Suq., sulla Sicilia non convenzionale.