
Quali sono le fonti del diritto islamico?
Le fonti del diritto islamico possono suddividersi in fonti sacre (rivelate) quali il Corano e la sunna (formata da detti e fatti del Profeta riportati dalla tradizione prima orale e poi scritta), nonché in fonti di derivazione umana (la consuetudine, il consenso). Non vanno confuse con le fonti del diritto islamico quelle che sono invece tecniche di argomentazione e interpretazione giuridica, come lo sforzo interpretativo (ijtihad), ovvero parametri ermeneutici per l’interprete (ad esempio l’interesse generale).
In quali altri ambiti geografici e culturali, oltre al più noto e abituale contesto nordafricano e mediorientale, si situano ordinamenti islamici di particolare peso specifico sotto il profilo demografico, religioso, istituzionale e sociale?
Attualmente gli ordinamenti islamici di maggiore peso specifico sotto i profili indicati si situano nell’area asiatica (il maggior Paese islamico al mondo è l’Indonesia, il secondo è il Pakistan, il terzo è il Bangladesh, l’India ha all’interno dei suoi confini circa 200 milioni di musulmani) e nell’area dell’Africa sub-sahariana (Nigeria).
Quale assetto costituzionale e quale struttura dell’ordinamento giudiziario caratterizzano i sistemi giuridici islamici?
I sistemi giuridici islamici sono dotati, ad eccezione dell’Arabia Saudita e dell’Afghanistan, di una Costituzione che ricalca il tradizionale modello occidentale a noi famigliare, articolate in una parte organizzativa e in una parte dedicata ai diritti della persona. La struttura dell’ordinamento giudiziario è caratterizzata in alcuni casi specifici dall’istituzione, accanto alle corti ordinarie, di corti islamiche chiamate a pronunciarsi su controversie di diritto islamico, in particolare diritto di famiglia, successioni, status personale ecc.: è il caso, ad esempio, della Nigeria, del Pakistan, del Kenya, della Tanzania.
Quale impatto ha la sharia sulle istituzioni e sulla società dei diversi Paesi islamici?
L’impatto della sharia sulle istituzioni e sulla società dei Paesi islamici varia in primo luogo secondo il grado di rilevanza che alla medesima è riconosciuto nelle singole esperienze. In alcuni casi la sharia è indicata come fonte prevalente del diritto, quindi posta in una posizione di sovra-ordinazione rispetto alle fonti laiche (è il caso, ad esempio, di Arabia Saudita, Egitto, Iran, Pakistan, Somalia), in altri casi il diritto islamico viene applicato solo in modo settoriale negli ambiti in precedenza indicati.
L’impatto della sharia dipende inoltre dal modello di adesione all’islam praticato nei singoli Paesi, che varia da forme più radicali e conservatrici (ad esempio Arabia Saudita e Iran) a forme più tolleranti e aperte al confronto con altri modelli culturali (ad esempio Marocco, Tunisia, Indonesia).
Luca Mezzetti è Professore ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Bologna nonché Direttore della Scuola Superiore di Studi Giuridici e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza