“Demon Copperhead” di Barbara Kingsolver: riassunto trama

Demon Copperhead, Barbara Kingsolver, riassunto, tramaBarbara Kingsolver vive attualmente nella Virginia sud-occidentale, la regione degli Appalachi dove è ambientata la storia di Demon Copperhead, protagonista dell’omonimo romanzo vincitore del premio Pulitzer 2023. È la stessa autrice a raccontare come la stesura di Demon Copperhead sia stata profondamente impegnativa, dal punto di vista sia letterario sia psicologico. Da sempre amante di Charles Dickens, la Kingsolver narra la storia di un David Copperfield contemporaneo, nato e cresciuto nella Virginia a cavallo tra gli anni ’90 e i 2000, all’inizio di quella che negli Stati Uniti è conosciuta come “crisi degli oppioidi”. Il parallelismo con Dickens è dunque fortemente voluto, oltre che totalmente riuscito, soprattutto per quanto riguarda la struttura narrativa, costituita da un intreccio perfetto attraverso cui il lettore si muove guidato dalla voce dello stesso protagonista, proprio come in David Copperfield.

Se amate i romanzi di formazione, questa grande storia americana vi conquisterà a partire dall’incipit: tra i più belli e potenti del XXI secolo.

Trama

Demon Fields non è nato, “si è fatto nascere”. Quando sua madre lo partorisce è ancora chiuso dentro il sacco amniotico, da cui prova a uscire come “un piccolo pugile bluastro”. È questa la prima immagine che ha di lui Mrs. Peggot (vicina e proprietaria della casa mobile in cui vive la madre di Demon) quando entrando nel bagno lo trova di fianco alla sua appena diciottenne madre riversa sul pavimento, in overdose.

La vita di Demon – che presto tutti inizieranno a chiamare Copperhead (‘testa rossa’) per via del colore della sua chioma, ereditata dal defunto padre – sarà per sempre segnata da come è iniziata. A raccontarla è lo stesso Demon, che ripercorrendo gli eventi cruciali della propria esistenza spera di riuscire a capire quando, seppur da sempre in bilico sul ciglio di un burrone, ha perso l’equilibrio ed è scivolato nel baratro.

Qual è il momento preciso in cui tutto è iniziato a precipitare? Di chi è la colpa? Forse del compagno violento della madre; oppure della cecità e dell’indifferenza dei servizi sociali; o degli affidatari meschini e criminali; o magari la causa è da ricercare nelle cattive compagnie; nel medico sportivo che gli prescrive gli oppioidi dopo un infortunio; no, forse è colpa del bel faccino di Dori, la “bambolina svuotata” di cui si innamora e che lo trascina definitivamente nella dipendenza da Oxy.

E se invece non esistesse nessun colpevole, nessuna chiave di volta; se la vita di un orfano fosse semplicemente segnata fin dall’inizio? Trovare il bandolo della matassa non porterà indietro nessuno, ma sarà necessario per andare avanti.

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Demon Copperhead
  • Barbara Kingsolver (Autore)

Le storia di Demon Copperhead non è il risultato di una vita centenaria, ma il riassunto di poco più di venti anni passati negli inferi del West Virginia a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, mentre gli abitanti di mezza America cadono come pedine nella guerra degli oppioidi.

Ma Demon Copperhead non è soltanto disperazione; è un inno al coraggio e ai sopravvissuti: nonostante la vita, nonostante tutto. Una corsa sulle montagne russe che vi lascerà senza fiato, in compagnia di un super eroe senza mantello, da cui tutti dovremmo imparare qualcosa.

Recensione

Con questo romanzo Barbara Kingsolver non ha voluto soltanto omaggiare uno dei suoi scrittori preferiti. Da sempre autrice politica, attraverso le quasi 700 pagine di Demon Copperhead la Kingsolver scaglia accuse durissime contro gli Stati Uniti d’America, responsabili di aver trasformato in incubo il sogno americano: dalla crisi degli oppioidi alle falle del sistema sanitario, dall’assenza di politiche sociali adeguate al fallimento del sistema scolastico.

L’immensità di questo romanzo, e di questa scrittrice, sta nel riuscire a intessere una trama in cui la denuncia sociale non appesantisce il racconto: ne emerge con forza e allo stesso tempo lascia spazio al vero protagonista, Demon Copperhead, l’eroe romantico che fin dalla nascita lotta per stare al mondo. Portatore di un’eredità che affonda le sue radici nella sofferenza e nell’abbandono Demon resiste e per stare a galla non si aggrappa mai alla violenza o alla meschinità. Non può fare a meno di amare, ma soprattutto non può fare a meno di desiderare di essere amato: è questa la sua condanna.

La maggior parte dei personaggi che ruotano attorno al protagonista “restano” nella mente di chi legge, nonostante il loro ruolo di comparse. Alcuni hanno una particolare tridimensionalità, altri finiscono per essere semplicemente funzionali alla trama, come spesso accade nei romanzi che sviluppano foliazioni così importanti.

Non mi ha invece convinta fino in fondo la traduzione: alcune frasi sembrano incomplete, come se nel passaggio dall’inglese all’italiano si fosse persa qualche sfumatura.

La poesia e la delicatezza resistono in mezzo alla sofferenza come fiori tra le rocce; tra i tanti momenti densi di ispirazione ce n’è uno che mi ha commossa in particolare. Quando Demon convince Dick, il fratello di sua nonna infermo su una sedia a rotelle, a far volare l’aquilone su cui l’uomo – avido lettore – ama scrivere le frasi più belle dei libri per ringraziare in qualche modo chi li ha scritti. La frase che scrive per Demon, il suo augurio per il pronipote, è lungimirante:

«Non essere mai meschino in nulla, non essere mai falso, non essere mai crudele. Io potrò sempre sperare in te.» Charles Dickens, David Copperfield.

Il finale resta aperto e non sappiamo che cosa accadrà nel futuro di Demon, ma a me piace pensare che, qualunque cosa accadrà, ci sarà sempre qualcuno pronto sperare in lui.

Valentina Fedi

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