“De Amicis in Russia. La ricezione nel sistema scolastico zarista e sovietico” di Dorena Caroli

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Prof.ssa Dorena Caroli, Lei è autrice del libro De Amicis in Russia. La ricezione nel sistema scolastico zarista e sovietico edito da Carocci: quale fortuna e influenza ha avuto Edmondo De Amicis nella Russia zarista e sovietica?
De Amicis in Russia. La ricezione nel sistema scolastico zarista e sovietico, Dorena CaroliIn Russia e in Unione Sovietica lo scrittore Edmondo De Amicis ha avuto una fortuna enorme ed è stato lo scrittore italiano più tradotto ancor prima che fosse conosciuto e diventasse celebre un altro grande maestro e scrittore italiano, Gianni Rodari con Le sue avventure di Cipollino, nel secondo dopoguerra.

Non solo i libri per l’infanzia di De Amicis furono tradotti e pubblicati ripetutamente negli ultimi decenni dell’Ottocento, ma anche gli scritti politici furono proposti in diverse versioni all’inizio del Novecento. In particolare ebbe una fortuna straordinaria Cuore. Libro per ragazzi, perché in Russia fino ad allora non esistevano romanzi che, in forma di diario, parlassero di scuola e che avessero come protagonisti gli scolari con i loro caratteri e comportamenti buoni e cattivi, appartenenti a classi sociali diverse, con i retroscena delle loro famiglie.

In altre parole, la fortuna delle opere di De Amicis si spiega per il fatto che esse offrivano modelli educativi per la riforma della scuola elementare, costituendo anche una fonte dalla quale trarre ispirazione per alfabetizzare e istruire gli adulti e, più in generale, per l’educazione politica e patriottica della nuova generazione soprattutto alla vigilia della Rivoluzione d’ottobre. Molteplici sono quindi i temi che a quei tempi interessano in vario modo la cultura educativa e letteraria russa e sovietica.

Questa circolazione si spiega anche per il fatto che i temi di cui trattava De Amicis erano comuni alle varie letterature e che quindi incontravano facilmente i gusti di letterati e lettori di altri paesi. Ciò accadeva nonostante gli orizzonti culturali diversi degli scrittori e dei traduttori che adattavano in vario modo i libri per l’infanzia com’era consuetudine a quei tempi. Il libro Cuore è solo un esempio di ricezione fra letterature lontane (il caso francese è stato ad esempio studiato da una specialista assai nota, Mariella Colin) e ce ne sarebbero tanti altri da indagare nella storia dei libri per l’infanzia.

Come si è articolata la circolazione in Russia delle opere di De Amicis fra il 1889 e il 1918?
Dal 1889 al 1918 la circolazione delle opere di De Amicis ha costituito un vero e proprio fenomeno di “importazione culturale” di cui si analizzano anche alcuni aspetti sul piano teorico per i quali si rimanda alle pagine di questo studio. Il libro Cuore conobbe 17 edizioni perché rappresentava un modello di scuola per quella zarista che si configurava ancora come una scuola fondata sulla disciplina, classista e che si era riprodotta uguale a se stessa attraverso i secoli. Nonostante la tendenza a una forte europeizzazione del sistema scolastico, il tasso di analfabetismo era ancora elevato e costituiva un grave problema come lo era per l’Italia. I due sistemi scolastici, quello italiano e quello russo, erano caratterizzati da una periodizzazione un po’ sfasata ovvero da un ritardo russo nell’introduzione dell’obbligo scolastico. Un esempio concreto: in Italia fu la legge Casati del 1859 a sancire l’obbligo scolastico, mentre in Russia ciò accadde nel 1908.

Ciononostante in Russia si avvertiva una forte esigenza a trasformare la scuola nel principale mezzo per la modernizzazione e per il cambiamento del paese, soprattutto dopo l’avvio delle riforme liberali del 1864 (e all’abolizione della servitù della gleba nel 1861). Dopo il 1864 l’istruzione era in teoria più accessibile per ampi strati di popolazione, ma in pratica fu proprio la carenza di strutture scolastiche ad essere all’origine della nascita di tante forme di alfabetizzazione “dal basso” sparse nelle campagne. Gran parte dell’élite russa era convinta che la scuola e l’istruzione costituissero la soluzione dell’arretratezza russa e, probabilmente, almeno in teoria, un modo per garantire una possibile integrazione a livello locale entro i confini dell’Impero multinazionale caratterizzato da un plurilinguismo e da diversità culturali. In pratica a mano che l’Impero andò ad inglobare nazionalità diverse da quelle russe la questione fu risolta per gradi. La scuola fu considerata uno dei bersagli della politica di russificazione degli ultimi zar e i loro Ministri miravano a consolidare la coesione e l’identità imperiale. Questa politica di russificazione fu sempre più serrata alla fine dell’Ottocento e sortì risultati imprevedibili e, soprattutto, irreversibili.

In che modo la ricezione dell’opera deamicisiana ha poi contrassegnato gli anni fino al secondo dopoguerra e i tempi più recenti?
Anche questa è una questione complessa e che riserva molte sorprese, perché Cuore, nelle diverse versioni adattate, divenne il libro per gli scolari russi e sovietici in contesti assai diversi politicamente. In Russia il libro Cuore veniva considerato lo specchio di una scuola più giusta prima della Rivoluzione e dopo la Rivoluzione i protagonisti eroici dei racconti mensili offrivano dei modelli di abnegazione e devozione per la nuova generazione sovietica. Cuore fu il libro per gli scolari russi fra fine Ottocento e inizio Novecento nel contesto di una tendenza sempre più marcata alla secolarizzazione dei contenuti in conflitto con una più conservatrice e ligia all’ortodossia. Negli anni Venti, invece, i racconti mensili di Cuore venivano proposti per formare bambini e adolescenti a valori altruistici e collettivi ed educarli al comunismo.

Dopo il 1958 Cuore fu riproposto per gli scolari che dovevano trovare nella scuola uno spazio di solidarietà fra le classi sociali, dopo che le repressioni violente dello stalinismo avevano seminato astio, diffidenza e malcontento nella società e anche in ambiente scolastico in seguito alle repressioni degli insegnanti e di tanti genitori degli scolari. Anche fra i compagni di scuola doveva tornare la solidarietà, l’amicizia e la fede nel progetto del comunismo delle origini. Non dimentichiamo, infatti, il messaggio di universalismo di un classico come Cuore, che valeva per l’Ottocento ma anche per il secondo dopoguerra. Come dice a Enrico suo padre: “Pensa agli innumerevoli ragazzi che presso a poco a quell’ora vanno a scuola in tutti i paesi […] soli, a coppie, a gruppi, a lunghe file, tutti coi libri sotto il braccio, vestiti in mille modi, parlanti in mille lingue, dalle ultime scuole della Russia quasi perdute fra i ghiacci alle ultime scuole dell’Arabia ombreggiate dalle palme, milioni e milioni, tutti a imparare in cento forme diverse le medesime cose; immagina questo vastissimo formicolio di ragazzi di cento popoli, questo movimento immenso di cui fai parte”.

Quale spiegazione è possibile fornire della fortuna delle opere di Edmondo De Amicis in Russia?
L’adesione di De Amicis al socialismo potrebbe spiegare molte cose ma in realtà erano proprio i temi trattati dallo scrittore italiano a interessare la cultura educativa e dell’infanzia russa di fine Ottocento. Questi temi, come già detto, erano comuni alle diverse letterature e in particolare i temi che riguardavano la scuola, l’istruzione politica e l’alfabetizzazione dei giovani operai erano tutti “all’ordine del giorno” in Russia negli anni immediatamente precedenti e in quelli immediatamente successivi al 1917. La Rivoluzione del 1917 se ne appropriò per rompere bruscamente col passato. Vi furono tanti fattori che contribuirono al successo di Cuore, che vengono descritti nel libro, come l’espansione del mercato editoriale dei libri per l’infanzia e il ruolo fondamentale svolto dalla casa editrice tolstoiana “Intermediario” (in russo Posrednik) che promosse un’intensa attività di pubblicazione di libri per l’infanzia stranieri, ma di buona qualità. Quest’opera editoriale di Tolstoj è pressoché sconosciuta in Italia rispetto invece all’esperienza della scuola di Jasnaja Poljana, aperta dal grande scrittore di Anna Karenina e di Guerra e pace, per alfabetizzare i bambini contadini della sua tenuta.

Chi, tra i letterati russi, trovò una particolare affinità con l’opera dello scrittore italiano?
Tra gli autori che trovarono una particolare affinità con l’opera di De Amicis vi furono ad esempio scrittori e traduttori famosi come la traduttrice e scrittrice per l’infanzia Anna I. Ul’janova-Elizarova, sorella di Lenin, lo scrittore ed editore, seguace della filosofia tolstoiana, Ivan Gorbunov-Posadov, il poeta futurista Vladimir Majakovskij, e lo scrittore e giornalista Valentin Kataev, interprete dell’estetica del realismo socialista. Anna Ul’janova tradusse Cuore e suo fratello, il celebre rivoluzionario Lenin, le richiese una copia dal confino.

A dire il vero il reperimento della traduzione di Anna Ul’janova ha acceso l’interesse per proseguire questa ricerca perché sembrerebbe curioso che la sorella di Lenin si dilettasse di traduzioni. Come in genere le traduzioni di altri letterati del suo tempo, la sua versione non era fedele all’originale. Si trattò di un adattamento particolare per l’editore Ivan Gorbunov-Posadov (1860-1940), che le fece eliminare i passaggi sul patriottismo, sulla guerra e sulla violenza. Perché? Perché lo scrittore e filosofo Gorbunov-Posadov era un seguace del tolstoismo e richiese un adattamento nel senso della pedagogia tolstoiana, come spiegò nell’introduzione di Cuore. Ai tolstojani non piacevano le scene in cui i bambini morivano violentemente in azioni patriottiche e di guerra. Furono riscritte delle parti e messe in bocca al padre del protagonista di Cuore, Enrico, le parole di Tolstoj sui premi e sulle punizioni.

Interessante è il fatto che il filosofo tolstoiano Gorbunov-Posadov fu autore di libri di lettura ispirati alla filosofia del grande scrittore Tolstoj, e ai suoi valori di armonia universale, amore per il prossimo, non violenza e rispetto per gli animali. Egli fu autore di libri di lettura che venivano diffusi anche in modo illegale, perché rinnegavano i valori ufficiali dell’ortodossia. Fra le pagine di questi libri di lettura si trovano anche brani di Cuore sui buoni maestri e le buone maestre, generosi e comprensivi, figure viste nell’ottica tolstoiana di amore e rispetto verso i bambini.

I casi di ricezione furono assai diversi fra loro. Per quanto riguarda un altro caso di ricezione, vi fu anche Majakovskij, il grande poeta rivoluzionario e futurista. Majakovskij scrisse il testo di un cortometraggio muto, ispirandosi al racconto La signorina degli operai di De Amicis, uno dei migliori della prosa deamicisiana per lo stile, i dialoghi e le visioni del mondo dei personaggi. Il poeta anticonformista e rivoluzionario per passione interpretò proprio il ruolo del protagonista, il giovane operaio Muroni detto Saltafinestra, nel cortometraggio in bianco e nero dal titolo La signorina e il teppista, un adattamento per lo schermo. Il cortometraggio è facilmente reperibile anche sul web, per chi volesse vederlo. Il racconto pone al centro della narrazione l’istruzione degli operai analfabeti e “da civilizzare”, secondo la mentalità del tempo, ma il pregiudizio reciproco fra maestra e giovani operai è un altro filo rosso molto avvincente. Majakovskij interpretò con grande talento il ruolo del ribelle Muroni e le scene del cinema muto futurista trasmettono molto bene il senso dello smarrimento del giovane bandito indebolito dalla passione per la maestra. Nel 1918 il messaggio politico di questa vicenda drammatica era ancora più forte a livello simbolico: era un monito per quanti avrebbero agito per interessi personali anziché in nome della Rivoluzione e dei suoi ideali politici bolscevichi.

Infine, lo scrittore e giornalista Valentin Kataev, negli ultimi anni del Secondo conflitto mondiale, sembra ispirarsi all’omonimo racconto di De Amicis Il figlio del reggimento che narra di un bambino orfano di nome Carluccio, il quale si unisce alla grande famiglia dell’esercito italiano. Il romanzo di Kataev ricorda per molti aspetti il celebre film premiato a Venezia L’infanzia di Ivan, già descritto in un precedente volume dal titolo Cittadini e patrioti… Il bambino orfano protagonista de Il figlio del reggimento, Ivan Solncev viene sì adottato dalla grande famiglia dell’esercito rosso ma diventa un combattente per vendicare la morte dei genitori per poi essere sistemato nelle scuole di formazione militare. In questo, come nel caso dell’altro Ivan, la figura del bambino patriota sembra incarnare il simbolo della guerra ideologia fra comunismo e nazismo. In queste narrazioni anche i bambini soli e abbandonati partecipano coraggiosamente alla vittoria sovietica e vedono la crudeltà della guerra con i loro occhi.

Infine, negli anni della prima fase della destalinizzazione, nel 1958, il libro Cuore venne tradotto in una nuova versione adattata per educare nuove generazioni di scolari e Pionieri sovietici alla solidarietà fra i compagni di classe futuri compagni della lotta politica. Ancora una volta il grande classico veniva riletto in un contesto sociale del tutto diverso rispetto a quello ottocentesco russo, per contribuire a distendere le relazioni fra i compagni di scuola in vista della ricostruzione postbellica.

Questo studio offre quindi un tassello in più alla comprensione del fatto che le culture letterarie ed educative nel corso dei decenni e dei secoli hanno spesso recepito e adottato tanto, tanti elementi e idee, da altre culture. Questo accade spesso a livello delle riforme dei vari livelli di istruzione.

Dorena Caroli è professoressa associata di Storia della pedagogia presso il Dipartimento “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna, dove insegna storia dell’educazione, dei servizi educativi per la prima infanzia e della disabilità. È stata fra le prime studiose a occuparsi del problema sociale dell’infanzia abbandonata nell’URSS degli anni Venti, pubblicando nel 2004 un volume dal titolo L’enfance abandonnée et délinquante dans la Russie soviétique (1917-1937). Ha pubblicato diversi volumi e saggi di storia dell’infanzia, dell’educazione e della scuola in Russia e in Unione sovietica e collabora con diverse riviste specializzate, italiane e straniere. Fra i suoi studi si segnalano: Cittadini e patrioti. Educazione, letteratura per l’infanzia e costruzione dell’identità nazionale nella Russia sovietica (2011) e, in collaborazione, con Anne Maître, la raccolta: La poétique dans la littérature de jeunesse russe et soviétique: poétique, auteurs, genres et personnages (XIXe-XXe siècles) (2018).

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