Classe dirigente. Mappa del potere in Italia fra la Seconda e la Terza Repubblica, Aldo GiannuliProf. Aldo Giannuli, Lei è autore del libro Classe dirigente. Mappa del potere in Italia fra la Seconda e la Terza Repubblica edito da Ponte alle Grazie.
Sì, era quasi pronto da tre anni ma ho dovuto dare la precedenza ad altri lavori (Guerra all’Isis, Da Gelli a Renzi, eccetera). Poi il referendum del 4 dicembre mi ha spinto a riprenderlo in mano e pubblicarlo.

Esistono ancora nel nostro Paese i cosiddetti “poteri forti”?
Sì, ma in buona parte sono in via di integrazione con i “poteri forti” globali (si pensi all’ex Fiat ora Fca) e sono in fase di forte ristrutturazione. Cosa diventeranno nel giro di alcuni anni ora è impossibile dirlo ma qualcosa possiamo immaginare.

Cosa ha rappresentato per gli equilibri di potere nostrani la fine del berlusconismo?
È stato l’inizio della fine del bipolarismo della seconda repubblica. Dopo la breve avventura del renzismo questa parabola si è conclusa. Ora la destra berlusconiana sembra favorita nelle elezioni ed è prevedibile una sua vittoria ma si tratterà di un successo prevedibilmente effimero, ormai il sistema politico è destinato a ristrutturarsi profondamente.

Nel Suo libro Lei definisce i contorni della Terza Repubblica: quali elementi la costituiscono e da cosa nasce la crisi della Seconda Repubblica?
La crisi della seconda repubblica è dovuta in parte ai suoi difetti congeniti che hanno portato alla delusione degli italiani per le promesse di efficienza ed alternanza che si erano fatte, ma in gran parte è il prodotto dell’impatto della crisi finanziaria che ha avuto forti ripercussioni sull’Europa.
La Terza repubblica è solo una premessa, per ora, ed occorre tener presente che è più il risultato di processi oggettivi che dell’attuazione del progetto di qualcuno. Probabilmente ci attende una lunga e difficile transizione.

Vede imminente un governo 5 Stelle?
Assolutamente no: è probabile che il M5s possa risultare partito di maggioranza relativa, ma è del tutto improbabile che conquisti la maggioranza assoluta dei seggi e non si vedono alleati possibili. Salvo la trappola di un momentaneo appoggio esterno di qualcuno per mandarlo allo sbaraglio e farlo cadere nel momento più opportuno.

Come cambierà il potere in Italia?
Bisogna soprattutto capire come cambierà il potere mondiale per capire quali adattamenti l’Italia saprà e dovrà trovare.