Si potrebbe dire che lโassociazione tra parola e immagine รจ stata fin da subito profondamente legata allโatto dello scrivere cosรฌ come lo intendiamo noi oggi. Semplificando molto, gli esseri umani hanno infatti iniziato a dare forma scritta alle loro frasi in prima battuta disegnandole attraverso i cosiddetti semasiogrammi, figure e segni che non erano collegati a una pronuncia precisa e quindi, in fondo, nemmeno a una lingua precisa. In seguito, tutte le civiltร che conosciamo che hanno sviluppato un sistema di scrittura da zero, cioรจ senza prenderlo in prestito da altri popoli, hanno usato quelle figure e quei segni per rappresentare parole di frasi della loro lingua e quindi il modo in cui quelle parole erano effettivamente pronunciate: il disegno di un piede indicava โpiedeโ o anche โandareโ o โcamminareโ nonchรฉ il modo in cui queste parole erano dette. A questo punto, diventรฒ possibile usare uno stesso segno per indicare parole che avevano significati ben diversi tra loro, ma pronuncia uguale o molto simile. Piรน tardi, questo stesso principio venne applicato per scrivere parole che suonavano come la fusione di altre due parole piรน brevi: per esempio in egiziano antico rm (pronunciato rรจm) โpesceโ veniva scritto giustapponendo il simbolo per โboccaโ (la cui parte consonantica corrispondeva a r) e quello per โgufoโ (m). ร un poโ come se noi usassimo le due emoji 👑 🌊 per dire โremareโ, cioรจ โre+mareโ. Questo, tecnicamente, si chiama principio del rebus.In che modo sono costruiti i rebus moderni?
I rebus che si trovano oggi sulle riviste di enigmistica rispettano grosso modo il principio che abbiamo appena detto, ma il piรน delle volte frappongono tra le figure delle lettere dellโalfabeto. Non รจ facile, infatti, costruire espressioni o frasi di senso compiuto solo concatenando parole differenti. In alcuni casi ci si riesce, per esempio: fan+teca+vallo+ere = โfante, cavallo e reโ. Nella maggior parte dei casi mettere prima oppure dopo ciascuna figura qualche lettera aiuta: squali+F+I+capesante = โsqualifica pesanteโ.
Oggi, poi, gli enigmisti non mettono piรน le figure e le lettere una dietro lโaltra su uno stesso rigo di testo, come nei geroglifici o nellโesempio con le due emoji che abbiamo visto poco fa. Il rebus moderno รจ un gioco composto di una o piรน vignette nelle quali alcuni personaggi o alcune cose, le chiavi del rebus, possono essere contrassegnati da lettere, o piรน di rado da altri elementi tipografici, che nel gergo dellโenigmistica sono detti grafemi. Il solutore in genere รจ aiutato solo da una sequenza di numeri (il diagramma) che indica le lettere di cui รจ composta ciascuna parola della soluzione ed รจ chiamato a osservare lโillustrazione verbalizzando ciรฒ che vi accade o dandone unโinterpretazione, sapendo che i grafemi attirano lโattenzione sugli elementi della vignetta che sono da considerare rilevanti e che, dal punto di vista linguistico, si compartano o da pronomi o da aggettivi dimostrativi. Salvo casi eccezionali, i grafemi sono posizionati da sinistra a destra nellโimmagine secondo lโordine con cui compaiono nella descrizione a parole di quello che si vede, cioรจ nella cosiddetta prima lettura del rebus. Il gioco รจ risolto correttamente se, una volta rimodellata la stringa di lettere della prima lettura secondo i numeri del diagramma, si arriva a una frase risolutiva (o seconda lettura) che corrisponde a una frase sentenziosa enunciante una veritร assoluta, a una massima, a un consiglio o a un proverbio, oppure a una frase fatta o a unโespressione comune nella nostra lingua.
Per maggior chiarezza, si puรฒ vedere lโesempio che segue, di Snoopy:
Rebus 1 (da โIl rebus moderno nellโenigmistica classicaโ)
Frase risolutiva: 3 7 3 6
La prima lettura coinvolge tre cereali, che possiamo riconoscere anche aiutandoci con le scritte che il disegnatore ha apposto nella vignetta. Sappiamo inoltre che i grafemi e le chiavi che questi indicano devono essere disposti da sinistra a destra secondo lโordine con cui i grafemi compaiono nel disegno. Avremo quindi prima i grafemi OR che contrassegnano il mais, poi SI che segna il riso e infine LE che segna lโavena. Provando a disporre i grafemi prima o dopo la loro chiave in modo che formino una seconda lettura di senso compiuto e rispettosa del diagramma, arriveremo prima o poi alla disposizione mais OR; riso SI; avena LE (in questo caso tutti i grafemi seguono la chiave che indicano!) e quindi alla frase risolutiva sentenziosa mai sorriso sia venale.
Seguendo i canoni di gusto sviluppati dalla metร del Novecento, specialmente grazie ai redattori e agli illustratori della โSettimana Enigmisticaโ, in questo gioco le chiavi sono inserite in una vignetta il piรน possibile coerente. Inoltre, in questo come negli altri rebus che oggi vanno per la maggiore, i grafemi consecutivi non possono, in genere, essere piรน di tre. Le tre brevi parti di cui รจ fatta la prima lettura sono composte da un nome piรน i grafemi, ma รจ possibile trattare queste parti come tre frasi nelle quali il verbo essere viene sottinteso (mais [รจ] OR; riso [รจ] SIโฆ). Rebus cosรฌ sono chiamati di denominazione, perchรฉ per risolverli basta nominare correttamente ciรฒ che รจ contrassegnato dai grafemi.
Dagli appassionati sono poi particolarmente apprezzati i cosiddetti rebus dinamici (detti anche di relazione), in cui le chiavi e i relativi grafemi descrivono lโazione che si vede nella vignetta e i personaggi coinvolti. In questi giochi le voci verbali non sono dunque sottintese, anzi sono importantissime per trovare la giusta prima lettura, e il solutore deve prestare attenzione anche alle relazioni che intercorrono tra gli elementi con i grafemi. Due begli esempi di questo tipo sono illustrati qui sotto:
Rebus 2 (da โLeonardoโ)
Frase risolutiva: 5 3 7
Rebus 3 (da โLa Sibillaโ)
Frase risolutiva: 8 9
Nel rebus a sinistra, il signor MER sta cambiando il luogo dove si incontrerร con gli amici per mangiare e fare il veglione di capodanno: quindi MER cenone sposta, cosรฌ da avere come seconda lettura la frase merce non esposta.
Nel rebus numero 3, di Giancarlo Brighenti (Briga), che รจ considerato il vero padre del rebus come lo conosciamo oggi, il solutore deve intuire che il filtro, TI, fa sรฌ che la sigaretta TO nuoccia almeno un poโ meno al fumatore, quindi con TI nuoce di men TO ovvero, considerando il diagramma della seconda lettura, continuo cedimento. In questโultimo gioco TI e TO sostituiscono completamente gli elementi che contrassegnano, fungendo da veri e propri pronomi.
Gli esempi che ho mostrato sono solo alcuni tra i piรน belli concepiti dai rebussisti negli ultimi 40 anni.
Cosโhannoย i rebusย diย interessante dal punto di vista linguistico?
Come abbiamo visto con gli esempi, per risolvere i rebus dinamici bisogna intuire la frase composta da grafemi e chiavi pensata dallโautore. Queste frasi sono a tutti gli effetti frasi dellโitaliano e devono rispettarne le norme ortografiche e morfosintattiche, anche se per finalitร ludiche, ingegnose o scherzose la lingua, entro certi limiti, si puรฒ piegare alle esigenze di chi ci gioca. ร precisamente ciรฒ che accade con lโitaliano del rebus.
Quali caratteristiche presenta lโitaliano del rebus?
Qualche caratteristica particolare la si puรฒ vedere giร concentrandoci sul rebus numero 2. Per giungere alla corretta seconda lettura, siamo costretti a disporre le parole della prima lettura secondo lโordine soggetto (MER) – complemento oggetto (cenone) – verbo (sposta). Questโordine non รจ sbagliato, in italiano, ma รจ certamente meno frequente, ovvero piรน marcato, dellโordine comune: soggetto – verbo – complemento oggetto. ร stato calcolato, sulla base di un campione di oltre 400 rebus, che anche se nelle prime letture dei rebus dinamici lโordine piรน frequente รจ effettivamente soggetto – verbo – complemento oggetto, gli altri ordini possibili compaiono con percentuali molto piรน alte di quelle dellโitaliano parlato o anche di quello giornalistico. Anzi, alcuni ordini che non si presentano mai o quasi mai in italiano, come lโordine verbo – soggetto – oggetto o oggetto – soggetto – verbo, possono usarsi, per quanto non spessissimo, nelle prime letture. Ancora considerando il rebus 2, noteremo che le frasi di prima lettura possono presentare lโellissi degli articoli (in italiano non diremmo lui cenone sposta, ma piuttosto lui il cenone sposta o lui sposta il cenone) e del verbo essere, come accade nel rebus 1. Queste caratteristiche sembrano avvicinare le prime letture del rebus al telegrafese, cioรจ a quel tipo particolare di lingua adoperato per i telegrammi.
Nel libro sono discussi molti altri tratti rilevanti dal punto di vista linguistico che si possono rintracciare nellโitaliano del rebus. Alcuni afferiscono a registri aulici, arcaici o molto formali; altri sono invece propri dellโitaliano colloquiale o informale: si tratta di una commistione interessante, che ci dice, se non altro, che le competenze linguistiche richieste ai solutori sono sopra la norma. La sfida che lโautore di rebus pone al solutore รจ, in fondo, una sfida alle sue conoscenze culturali e, nello specifico per giochi come quelli di cui stiamo parlando, linguistiche, come sovente accade nei giochi enigmistici.
Quali sono dunque i trucchi per decifrare i giochi piรน difficili?
Non esistono veramente trucchi passe-partout per risolvere i rebus piรน difficili. Anche le considerazioni sullโitaliano di questi giochi, cui ho appena fatto cenno e che sono approfondite nel mio libro, possono solo essere di aiuto al solutore, che si puรฒ fare lโidea di che cosa puรฒ aspettarsi di linguisticamente insolito nelle prime letture. Si tratta, io credo, di un aiuto leale, che non sottrae il piacere intellettuale della ricerca della giusta soluzione. Se proprio dovessi dare un consiglio ai lettori che vogliono cimentarsi a risolvere dei rebus, questo sarร di essere costanti nel tentare e di non scoraggiarsi anche quando si sia costretti a leggere le soluzioni. La mente enigmistica, infatti, รจ per me come un muscolo e quindi per migliorarne velocitร , destrezza e robustezza, occorre, soprattutto, la pratica.
I rebus pubblicati in questa pagina sono tratti dalle riviste per appassionati โLa Sibillaโ e โLeonardoโ. Per maggiori informazioni, scrivere a lasybillina@gmail.com e a promozione@rebussisti.it
Emanuele Miola insegna Linguistica generale allโUniversitร di Bologna







