“Che cos’รจ la video-estetica” di Alessandro Alfieri

Prof.ย Alessandro Alfieri,ย Leiย รจ autore del libroย Che cos’รจ la video-estetica editoย da Carocci: che ruolo gioca il video nella contemporaneitร ?
Che cos'รจ la video-estetica, Alessandro AlfieriRisulta evidente come il video ricopra una funzione determinante allโ€™interno del nostro orizzonte culturale e sociale: quando infatti parliamo di video, ci troviamo dinanzi a prodotti molto diversi tra loro, che possono mostrarsi come risultati della sperimentazione specificatamente artistica post-cinematografica, oppure come mezzo adeguato alla fluiditร  tipica della trasmissione e produzione di informazioni della nostra epoca, o ancora come strumento di comunicazione privilegiato nella sfera della connettivitร  permanente.

รˆ indubbio che la cultura videografica sia la cifra distintiva della nostra contemporaneitร  da piรน punti di vista; lโ€™attenzione maniacale riservata alla dimensione visiva, infatti, ha portato, anche nei settori tradizionalmente connessi allโ€™esperienza di fruizione auditiva (come ovviamente il settore musicale), a un incremento abnorme delle proposte visive. Tale diffusione coincide, da una prospettiva tanto sociale quanto teorica, col cosiddetto postmodernismo: se infatti il cinema รจ stato lo strumento privilegiato dellโ€™immaginario moderno novecentesco, il video incarna perfettamente la sensibilitร  e lo spirito tipico degli ultimi decenni. Esordendo con la diffusione massiccia del medium televisivo, il video ha saputo evolversi e trasformarsi, arrivando fino al punto di riuscire a emanciparsi da quel medium per trasmigrare su quella che รจ la rivoluzione antropologica e culturale della nostra epoca, ovvero la web-culture; รจ necessario distinguere e indagare piรน nello specifico gli ambiti applicativi ai quali il video ha aderito, evidenziando come una riflessione estetica implichi da subito valutazioni di ordine sociologico e ideologico che sono imprescindibili per comprendere il destino delle arti nella postmodernitร .

Quali sono, oggi, le declinazioni commerciali e le ambizioni artistiche del video?
Una peculiare attenzione va riservata al settore dellโ€™entertainment, ovvero allโ€™ambito che nella societร  dello spettacolo (come evoluzione ulteriore della logica commerciale dellโ€™industria culturale) rappresenta il settore piรน proficuo e incisivo sullโ€™immaginario collettivo. In tutto questo vasto orizzonte, linguaggi promozionali, tecniche di fascinazione piรน o meno subliminali, diffusione della conoscenza, industria del divertimento, ricerca estetica ed espressiva si confondono sovrapponendosi e diventando completamente inscindibili. Dโ€™altronde, la maggior parte delle strategie piรน efficaci che lโ€™immaginario adotta per segnare indefinitivamente lโ€™orizzonte esperienziale dei consumatori, รจ basata su elementi dialettici niente affatto ingenui, che riescono a comprendere nel medesimo atto di fascinazione una determinata categoria e il suo opposto, un determinato modello di consumatore e la sua negazione. รˆ propria dellโ€™immaginario maturo del tardo-capitalismo la capacitร  di risultare maggiormente incisivo proprio quando apparentemente esso nega se stesso, cioรจ quando si contraddice, quando si mette in mostra oppure quando dichiara di non aver nulla da nascondere.

Per questo perรฒ la complessitร  dellโ€™orizzonte massmediale contemporaneo ci costringe a unโ€™analisi attenta dei vari testi e prodotti realizzati; se รจ impossibile una classificazione rigorosa delle varie video-produzioni, perchรฉ per definizione tali prodotti sono complessi nel senso che sono sempre qualcosa dโ€™altro rispetto a quanto appare, รจ pur vero perรฒ che una comprensione attenta deve fare riferimento a categorie che, seppur astratte nella pratica, possono valere da ideali orientativi per mettere ordine nella vastitร  dellโ€™offerta video degli ultimi trentโ€™anni.

Nel settore della video-art la retorica dellโ€™art pour lโ€™art ha condotto alla mitizzazione della creazione artistica come settore privilegiato dello spirito culturale moderno, e lโ€™assoluto isolamento di artisti e autori, e in molti casi le loro ricerche autoreferenziali nella contemporaneitร  hanno trovato nellโ€™ambito del videoclip musicale lโ€™opportunitร  di investire determinate tecniche formali per esprimere idee, concetti, costituire narrazioni ecc. Il piรน grande ostacolo allโ€™interno di tale contesto รจ partire da un connaturato senso di repulsione e ripudio da parte di molta critica e di larga parte degli artisti nei confronti del settore commerciale, come se la scoperta delle potenzialitร  di attrazione e fascinazione che gli strumenti visuali della videoarte e la loro adozione nellโ€™immaginario audiovisivo compromettesse il loro valore.

Qual รจ la natura dellโ€™immagineย elettronica e quali le strategie che il video commerciale adotta per sedurre il fruitore?
Nei videoclip musicali e negli spot, testi per eccellenza legati a esigenze commerciali e promozionali, i registi sono riusciti a emancipare il testo dal decorativismo autoreferenziale reintroducendo spesso la dimensione narrativa, o mettendo la complessitร  degli elementi formali al servizio dellโ€™immaginario del brand o del cantante di turno. Registi come Zbigniew Rybczyล„ski, e in tempi piรน recenti Daniel Askill, Chris Cunningham e ร‰douard Salier, hanno investito la sperimentazione specificatamente artistica nellโ€™orizzonte della seduzione commerciale, attraverso lโ€™adozione di tecniche espressive come lo slow-motion, lโ€™alternanza di visibilitร  e invisibilitร , lโ€™elemento di โ€œdisturboโ€ nellโ€™immagine ecc. Se la computer art รจ nata e si รจ sviluppata storicamente nel suo rifiuto della dimensione referenziale e nella sua purezza algoritmico-elettronica, il videoclip musicale ha saputo infrangere tale isolamento per ricondurre tale estetica astratta su un piano piรน concreto in connessione con le esigenze culturali odierne.

Che senso assumono nel nuovo orizzonte video-estetico la storia, ilย kitsch, ilย post-human, lโ€™errore e il valore veritativo dellโ€™immagine?
Nel postmoderno lo stato di euforia trasmesso dallโ€™appagamento del consumo esclude lo shock, esperienza che fa tuttโ€™uno con lโ€™irrompere della novitร  nel circolo del โ€œsempre ugualeโ€. Il circolo chiuso del sempre uguale alimentato e promosso dal postmoderno โ€“ che รจ la condizione che rende possibile lโ€™annullamento della storicitร  e dellโ€™utopia โ€“ riguarda la produzione serializzata di prodotti di consumo, e si tratta della programmazione industriale della cultura e delle merci. Il circolo dellโ€™eterno presente che fonda la fase multinazionale del tardo capitalismo contemporaneo ha escluso qualsiasi storicitร  e qualsiasi valenza utopica. Per questo lโ€™eterno presente postmodernista esclude lo shock, e perciรฒ il nuovo, dal proprio stesso concetto, e attinge invece a quella che รจ la preistoria sensoriale del soggetto.

La storia, in questo senso, diventa un affascinante deposito di caratteri dal quale attingere per sedurre il pubblico, e non a caso il linguaggio del videoclip musicale, la grammatica visiva di cui si serve, รจ stato ritenuto il linguaggio postmoderno per eccellenza: le luci fulminanti, il montaggio serrato e rapidissimo, le scenografie eccessive ed esuberanti, sono tutti elementi che richiamano alla dimensione del godimento edonistico e dellโ€™estetizzazione generalizzata, che perรฒ giร  il video artistico aveva sfruttato per delle finalitร  opposte rispetto a quelle del mercato. Di qui, il kitsch e il post-human possono essere ritenuti lโ€™approdo di questa ricomprensione della storia in chiave estetico-seduttiva. Lo stesso puรฒ dirsi della capacitร  di fascinazione che lโ€™ โ€œerroreโ€ assume in immagini volontariamente disturbate e perturbanti: anche a proposito dellโ€™effetto glitch, la ricerca espressiva si รจ spostata da un movimento artistico al settore commercial, perchรฉ lโ€™errore ha sprigionato tutto il suo paradossale carico di attrazione percettiva, rilanciando il classico problema teoretico del rapporto tra immagine e veritร .

Qualiย percorsiย ha intrapreso negli ultimi decenniย la videomusica e come รจ destinata, a Suo avviso,ย ad evolvere?
Da un lato il tramonto del dominio massmediale televisivo ha determinato un rinnovamento radicale delle produzioni video, dallโ€™altro il videoclip musicale ha dimostrato di trovarsi perfettamente a suo agio allโ€™interno delle modalitร  di fruizione iper-rapide proprie della fruizione a โ€œscorrimentoโ€ dei social network e dei canali web in streaming dedicati proprio a prodotti video brevi. Per queste ragioni, anche negli ultimissimi anni la sperimentazione videomusicale ha saputo proporre inedite modalitร  narrative concentrate nello sviluppo di pochi minuti, oltre a ereditare le tecniche visuali del cinema astratto e della computer art per ammaliare il fruitore in termini sinestetici. Lโ€™ulteriore evoluzione di questa modalitร  espressiva, come giร  sta accadendo per le produzioni piรน significative, dimostrerร  come il video musicale non si limiterร  piรน a raccogliere le intuizioni e le tecniche videoartistiche, ma ne genererร  spontaneamente e direttamente di nuove.

Alessandro Alfieri insegna Teoria e metodo dei mass media allโ€™Accademia di Belle Arti di Roma e si occupa prevalentemente di estetica dellโ€™audiovisivo e cultura di massa. Oltra a Che cosโ€™รจ la video-estetica edito da Carocci, tra i suoi libri piรน recenti Lady Gaga. La seduzione del mostro. Arte, estetica e fashion nellโ€™immaginario videomusicale pop (Arcana, 2018), Galassia Netflix. Lโ€™estetica, i personaggi e i temi della nuova serialitร  (Villaggio Maori, 2019) e Rocksofia. Filosofia dellโ€™hard rock nel passaggio di millennio (Il Melangolo, 2019).