“Carlo Maria Martini. Un ritratto spirituale” di Giuliano Vigini

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Carlo Maria Martini. Un ritratto spirituale, Giuliano ViginiÈ dedicato alla figura del cardinale arcivescovo di Milano scomparso nell’agosto 2012, il breve saggio di Giuliano Vigini, edito da Sanpino; un ritratto spirituale di Carlo Maria Martini, figura di altissimo profilo ecclesiale, culturale e sociale tanto da esser divenuto una guida anche per i non credenti, che con lui si confrontavano in spirito di libertà, un «profeta del nostro tempo» capace «di leggere sempre con acutezza, in senso culturale, sociale ed etico, le radici dei fenomeni e dei problemi», come scrive l’Autore.

Le ragioni di tale indiscutibile fascino vanno ricondotte alle peculiarità del suo magistero spirituale, «che ha saputo congiungere la profondità dei contenuti al suo modo semplice, concreto, interiormente vissuto di comunicarli e si direbbe quasi di rappresentarli nella sua stessa persona di “uomo spirituale”»: Martini è sempre stato animato da un «autentico spirito di ricerca: un incessante cammino di conoscenza ed esperienza della Parola di Dio».

Volendo caratterizzare ulteriormente il magistero spirituale di Martini, si possono rilevare almeno tre aspetti. Il primo è che «esso si qualifica come un progetto formativo globale», sviluppato dal punto di vista teologico, formativo in senso stretto e pastorale. «La centralità data alla Bibbia, La “Scuola della Parola” – per richiamare una delle sue iniziative più riuscite e senza dubbio più feconde – è diventata così anche la “Scuola della vita”: ossia la Scrittura posta all’inizio di tutto, come sorgente generatrice di ogni cammino
spirituale ed educativo, sul piano personale e comunitario.

La seconda caratteristica del magistero spirituale di Martini è di aver proposto degli insegnamenti calati nella storia del nostro tempo, di cui ha ben interpretato i problemi e i drammi, le solitudini e i silenzi. Il vescovo non è rimasto a parlare tra le mura della cattedrale; con la sua parola ha attraversato l’esistenza quotidiana e la vita del mondo.»

Un terzo tratto caratteristico del suo magistero spirituale è lo stile: «Ciò che più colpisce nel suo modo di esprimersi e comunicare è quella che a suo tempo è stata chiamata “la pregnanza della sobrietà”. Cioè: uno stile semplice, senza enfasi nella parola, senza preziosità o artifici letterari nella scrittura.»

È questa la lezione più importante del cardinale: «Dagli scritti di Martini si impara innanzitutto l’esercizio del discernimento e della ricerca interiore, che aiuta a riconoscere il centro delle cose, il cuore della loro verità.» Un percorso fatto di «discernimenti e approfondimenti progressivi, attraverso i quali si scende dentro se stessi» per diventare uomini liberi, responsabili e maturi.

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