“Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin: riassunto trama e recensione

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di Valérie Perrin
E/O editore

Un libro consacrato da uno straordinario successo che lo ha proiettato ai vertici delle classifiche dei libri venduti, un vero e proprio caso letterario alimentato da tanto, tantissimo passaparola.

Il romanzo di Valérie Perrin narra la storia di Violette Toussaint, guardiana di un cimitero di un paesino della Borgogna, Brancion-en-Chalon. Cambiare l’acqua ai fiori è una tra le tante attività che riempiono le sue giornate in una vita che scorre all’insegna dell’empatia. Violette, bambina abbandonata che nessuno ha mai adottato, vive un rapporto malato con Philippe che la la traghetta dall’adolescenza all’età adulta: «La mia ombra era sempre in quella di Philippe. Mi risucchiava, mi beveva, mi avviluppava, era di una sensualità pazzesca. Mi si squagliava in bocca come caramello, come zucchero filato.»

L’arrivo di una bambina, Léonine e la faticosa vita con un uomo che si rivela egoista e assente non impediscono a Violette di ritrovare la serenità anche grazie a Sasha, il precedente guardiano, che gli insegna a prendersi cura di un orto, dei fiori, delle tombe abbandonate e a trasformare la propria casa in un luogo di accoglienza per i parenti dei defunti e i tanti animali abbandonati dei dintorni.

Una storia che si dipana fra il presente il passato, fra la vita della voce narrante e la vita delle tante persone che incrocia nel suo cammino: Célia, Iréne Fayolle, Luc e Françoise Pelletier. E Julien Seul, un poliziotto che da Marsiglia irrompe un giorno nel tranquillo cimitero per sapere come mai sua madre vuole essere sepolta accanto a un altro uomo nel cimitero dove è guardiana Violette.

Un racconto delicato e triste che narra dei dolori che la vita infligge, di solitudini, tradimenti e abbandoni, ma anche di come si possa andare oltre, ritrovando la voglia di vivere nelle piccole cose: «Come ogni sera ho voglia di stare sola, non parlare con nessuno, leggere, ascoltare la radio, fare un bagno, chiudere le finestre, avvolgermi in un kimono di seta rosa. Stare bene e basta.»

Tra le critiche rivolte al romanzo della compagna del regista Claude Lelouch, quella di essere inutilmente prolisso: quasi 500 pagine che scorrono lente sconfinando talora nella noia; un libro che molti dichiarano di terminare a fatica. Insomma, un libro probabilmente non per tutti i lettori!

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