Benvenuti nel 2050. Cambiamenti, criticità, curiosità, Cristina PozziD.ssa Cristina Pozzi, Lei è autrice del libro Benvenuti nel 2050. Cambiamenti, criticità, curiosità edito da EGEA: cosa rappresenta l’anno 2050 nella riflessione futurologica?
In molti pensano che abbia scelto proprio il 2050 perché è un anno particolare, con una cifra tonda e che attira l’attenzione. In realtà non si tratta di una scelta di convenienza e nemmeno casuale: per immaginare scenari futuri, realizzare proiezioni a 20-30 anni è particolarmente efficace. Pensare a un futuro più vicino, guardano a 5-10 anni, è un esercizio completamente diverso, così come lo è fare previsioni di un futuro distante 50 anni.

Che mondo dovremo attenderci per il 2050?
Non sono in grado di dare una risposta certa, non ho la sfera di cristallo. Quello che possiamo fare, invece, è osservare i segnali del presente e provare a immaginare gli scenari possibili. È quello che facciamo a Impactscool, la società no-profit che ho co-fondato con Andrea Dusi e Andrea Geremicca a fine 2016 e che si occupa proprio di stimolare curiosità e spirito critico attorno a questi temi, con gli studenti ma non solo.

In generale mi aspetto un mondo sovrappopolato, con enormi concentrazioni di persone all’interno di grandi centri urbani. Inoltre, a condizionare profondamente il 2050 saranno gli aspetti climatici e ambientali e l’evoluzione tecnologica. Tutto questo influenzerà profondamente anche aspetti della vita personale e sociale degli individui, potrebbe cambiare anche il significato stesso di “umano”.

Perché in poco più di trent’anni dovremmo aspettarci cambiamenti così radicali?
Il mondo sta cambiando molto velocemente. Alcune tecnologie porteranno degli impatti enormi, che toccheranno moltissimi ambiti della nostra società, anche molto distanti tra loro: dall’economia al tempo libero, dal lavoro alle relazioni. Questi impatti potrebbero essere molto positivi, ma anche negativi: le tecnologie sono solo degli strumenti, sta a noi utilizzarle nel modo corretto. Quello che è certo, però, è che avranno un ruolo importante nella società di domani, anche se mi auguro che al centro di tutto restino sempre le persone.

Oltre agli aspetti tecnologici ci sono altri fattori che ci porteranno verso un mondo diverso da quello attuale: i già citati i cambiamenti climatici e le questioni ambientali, ma anche il prolungamento della vita media e il sovrappopolamento, solo per citarne alcuni.

Come saranno cambiate le specie che popolano il nostro pianeta e quali nuove creature si potranno incontrare?
Purtroppo, se non saremo in grado di invertire la tendenza, i cambiamenti climatici porteranno a un’estinzione di massa e moltissime specie che oggi popolano la Terra non ci saranno più, mettendo a dura prova il delicato equilibrio del nostro splendido pianeta.

Dall’altro lato, potrebbero anche nascere nuove creature grazie alla scienza: nel libro faccio qualche provocazione (ho sempre sognato di avere un unicorno ?) ma sicuramente l’editing genetico in futuro ci permetterà di avere nuove specie.

A quale clima dobbiamo prepararci?
Il clima del 2050 sarà sicuramente più estremo di quello attuale. Questo avrà gravi conseguenze anche sulla produzione di risorse alimentari e porterà una diffusa scarsità di acqua. Le temperature medie aumenteranno e lo scioglimento dei ghiacci provocherà un innalzamento del livello del mare, con conseguenti rischi per le città costiere e i loro abitanti. I segnali del presente sono chiari in questo senso: se non facciamo subito qualcosa per affrontare l’emergenza climatica la situazione potrebbe essere anche peggiore di quella che ho descritto.

Cosa si mangerà e come ci si vestirà nel 2050?
Per quanto riguarda l’alimentazione, questa dovrà tenere conto degli aspetti ambientali e dovrà essere molto più sostenibile rispetto a oggi. La carne sarà coltivata in laboratorio o creata a partire da sostanze vegetali. Il gusto, però, sarà uguale a quello attuale se non migliore. Gli insetti, inoltre, entreranno nelle diete dei cittadini di tutto il mondo e l’ingegneria genetica risulterà fondamentale per garantire le risorse per sfamare l’intera popolazione terrestre.

Anche il settore della moda dovrà essere rispettoso dell’ambiente, una produzione come quella attuale non è sostenibile. Lo shopping sarà un’esperienza sempre più personalizzata grazie a realtà virtuale e aumentata e con la stampa 3D gli abiti su misura non saranno più prodotti elitari. Ma la vera rivoluzione sarà portata dai dispositivi tecnologici indossabili: abiti in grado di rigenerarsi in caso di buchi o strappi, tessuti in grado di monitorare le nostre funzioni vitali o vestiti con cui possiamo interagire con un semplice tocco.

In che tipo di città vivranno le persone?
Nel 2050 che ho descritto nel libro, la maggior parte della popolazione vivrà nei grandi centri urbani, con una concentrazione particolare nelle megacity, città con più di 10 milioni di abitanti. Ma le città saranno anche molto più smart, sfrutteranno cioè l’evoluzione tecnologica per essere più efficienti per i loro abitanti.

Come ci si divertirà e quali saranno le esperienze da non perdere?
Sport ultratecnologici, sfide tra robot o prove di abilità con droni: saranno molti i passatempi per gli abitanti del 2050, che potranno anche vivere delle nuove esperienze di fruizione dei diversi spettacoli di intrattenimento in stadi e arene all’avanguardia. Arte, e musica potranno avere come protagonisti sistemi di intelligenza artificiale mentre per le vacanze la meta più ambita sarà lo spazio.

Come sarà evoluta la politica del futuro?
Non cambieranno i concetti alla base della politica, i cittadini continueranno a interessarsi e a giocare un ruolo attivo nella “cosa pubblica”. A essersi evoluti, invece, saranno i mezzi e i modi che si utilizzeranno per fare politica: moltissimi aspetti, dalla raccolta di consensi fino all’atto del voto, saranno fortemente influenzati dalle innovazioni tecnologiche.

Gli esseri umani lavoreranno ancora?
Il lavoro per l’uomo non sparirà, ma cambierà profondamente. I lavori più ripetitivi probabilmente saranno svolti dalle macchine, mentre nasceranno moltissime nuove professioni, che oggi possiamo solo provare a immaginare. Questo si rifletterà anche sul mondo della formazione e saranno sempre più importanti alcune competenze tipicamente umane, dall’empatia alla creatività.

Come ci cureremo?
La medicina sarà sempre più personalizzata: nel 2050 questo sarà possibile grazie a enormi quantità di dati, raccolti attraverso sensori e dispositivi tecnologici e raccolti in enormi archivi, che non saranno fondamentali solo per la cura, ma anche per la prevenzione e la diagnostica. Anche la genetica in questo contesto avrà un ruolo sempre più importante e ci consentirà di sconfiggere malattie oggi considerate incurabili. A livello di strutture, invece, gli ospedali saranno luoghi sempre più digitali e tecnologici, ma alcuni esami e trattamenti saranno disponibili direttamente a casa dei pazienti grazie a strumenti sempre più piccoli e servizi efficienti.

Con quali mezzi ci sposteremo?
L’emergenza ambientale ci costringerà a cambiare il nostro modo di spostarci: i mezzi del 2050 saranno completamente green, in prevalenza elettrici. L’urbanistica e la viabilità dei centri urbani cambierà per adattarsi meglio ai mezzi autonomi e i trasporti pubblici e condivisi saranno sempre più efficienti ed integrati con le città smart. Ci si sposterà molto di più in volo, anche per tragitti brevi, e per spostarsi fuori dall’orbita terrestre ci saranno navicelle molto potenti e, perché no, anche comode.

Cristina Pozzi, di professione future maker, è co-fondatrice e amministratore delegato di Impactscool, un’organizzazione dedicata al pensiero sul futuro e alla discussione degli impatti delle tecnologie sulla società. È inoltre investitrice, advisor e mentor di numerose startup a livello nazionale e internazionale.