Archeologia delle province romanedi Sergio Rinaldi Tufi
Carocci
«Dal Vallo di Adriano all’Africa settentrionale, dalla Penisola Iberica alla soglia dei deserti d’Oriente, il mondo romano presenta caratteristiche omogenee: ovunque si trovano fortificazioni e strade, attività agricole e acquedotti, e (venendo all’assetto urbano) templi e case, fori (o agorai) e mercati, terme e ninfei, mura e porte, archi onorari ed edifici per spettacolo, oltre alle realtà suburbane delle ville e dei sepolcri e alla sapiente organizzazione del territorio in funzione dell’agricoltura e di altre attività produttive. Ma a questa apparente omogeneità si giunge in maniere molto diverse. Molto grossolanamente, si può dire per esempio che, in Europa centro-occidentale, le città romane spesso nascono dove in precedenza città non ve ne erano (esistevano in genere, come per esempio nel mondo celtico, fortificazioni e santuari che costituivano un punto di riferimento per popolazioni che abitavano in maniera sparsa nel territorio), mentre in Grecia e in Oriente la vita urbana era già avanzatissima ben prima dell’arrivo delle legioni, e spesso le città non richiedevano se non interventi circoscritti.
Inoltre, dire che dovunque esistevano fori, templi, case e così via non significa che le soluzioni adottate fossero “standardizzate”: esiste, anzi, una sterminata quantità di varianti. E ancora: non si può considerare costante il nesso tra forme architettoniche e funzioni. L’attività giudiziaria si può svolgere nei portici di un foro o in una basilica; un portico a esedre può costituire il perimetro (come vedremo) del Traianeum di Italica (Hispania Baetica) come della Biblioteca di Adriano ad Atene (Achaia). A questo si aggiunga che, nelle varie aree, le tradizioni di studio e i metodi applicati sono molto differenti.
Tutto questo rende l’approccio coinvolgente, ma arduo; e alle esigenze di completezza si contrappone quella di non appesantire eccessivamente la trattazione, a costo di porre dei limiti.
- Editore: Carocci
- Autore: Sergio Rinaldi Tufi
- Collana: Aulamagna
- Formato: Libro in brossura
- Anno: 2021
Uno di questi limiti si è forse già implicitamente lasciato intendere: in questo libro, per forza di cose, vi sarà più attenzione per l’architettura e l’urbanistica che non per le arti figurative. Il quadro dell’architettura e dell’urbanistica, infatti, è quello che si è maggiormente modificato negli ultimi decenni, grazie ai tanti scavi e alle tante ricerche. Sulla scultura e sulla pittura non sono certo mancati contributi, fra i quali mi piace ricordare proprio quelli degli amici a cui dedico questo libro; ma, pur con questi importanti arricchimenti, credo che l’immagine di insieme dell’arte provinciale a suo tempo delineata da grandi maestri come Ranuccio Bianchi Bandinelli e Guido A. Mansuelli si possa ancora considerare valida.
L’ordine seguito nella trattazione è probabilmente banale, ma fondato su elementi non opinabili. A parte il caso peculiare della Sicilia e della Sardinia et Corsica (le prime province in assoluto), si è adottato un criterio geografico: da ovest a est, e poi, a sud, le province africane. A queste si aggiunge l’Egitto, che, pur non essendo in senso stretto (politico-amministrativo) una provincia, ma una “proprietà privata” di Augusto e dei suoi successori, non poteva non essere inserito in questo sguardo di insieme sull’Impero romano al di fuori dell’Italia.
Per ogni provincia, si ripercorre dapprima il momento dell’impatto e dell’annessione da parte di Roma, fornendo poi rapide informazioni (in una sorta di flashback) sulla realtà locale precedente la conquista: anche in questo caso le situazioni, come si vedrà, sono estremamente diversificate. Si espone poi il quadro dell’architettura e dell’urbanistica, sia nei casi in cui è la romanizzazione a introdurre l’urbanizzazione, sia nei casi in cui già ben prima di Roma esistevano grandi città. In alcuni casi si esaminano, più in dettaglio, le principali tipologie monumentali; non sempre (in considerazione di quanto si diceva poco fa) il lettore troverà una specifica trattazione delle testimonianze relative alle arti figurative.»




