Alexandria Ocasio-Cortez. La giovane favolosa, Francesco FotiDott. Francesco Foti, Lei è autore del libro Alexandria Ocasio-Cortez. La giovane favolosa edito da People: qual è la storia umana e politica di Alexandria Ocasio-Cortez?
Alexandria Ocasio-Cortez, 29 anni, è la rappresentante del 14esimo distretto di New York alla House of Representatives. È la più giovane donna mai eletta al Congresso degli Stati Uniti, e questo non è l’unico elemento che distingue la sua vicenda politica e personale da quella della maggior parte dei suoi colleghi.
Ha ottenuto la nomination democratica a candidata del suo distretto sconfiggendo, alle elezioni primarie del 26 giugno 2018, il deputato uscente Joe Crowley, uno dei politici più potenti ed influenti degli Stati Uniti, capogruppo dei democratici alla Camera. Una vittoria contro ogni pronostico: Ocasio-Cortez è alla sua prima candidatura, non viene da una famiglia ricca o influente nella sua comunità, al momento della sua discesa in campo lavora come cameriera e barista, facendo doppi e tripli turni fino a 18 ore al giorno per mantenersi e sostenere la propria famiglia.

Alexandria nasce nel 1989 nel quartiere newyorchese del Bronx, la sua famiglia è di origini portoricane. Suo padre è un piccolissimo imprenditore nel settore edile, sua madre fa le pulizie. Volendo darle un’istruzione migliore di quella offerta dalle scuole del quartiere, sacrificano tutti i loro risparmi, con l’aiuto della loro famiglia allargata, per acquistare un piccola casa nel ricco e bianco quartiere suburbano di Yorktown Heights. Qui Ocasio-Cortez, nonostante sia l’unica ragazza latinoamericana della sua scuola e subisca diversi episodi di bullismo, compie brillantemente i suoi studi, riuscendo a ottenere una borsa di studio federale per frequentare il college a Boston. Nel 2008 la sua vita cambia drasticamente. Suo padre si ammala di tumore, male che lo strapperà alla famiglia nel giro di pochi mesi. Alexandria, che nel frattempo si è laureata in economia e relazioni internazionali, torna a New York per stare vicino a sua madre e suo fratello minore, e aiutarli nella gestione familiare. Le spese sostenute per le cure del padre hanno infatti mandato sul lastrico la famiglia, che sommersa dai debiti rischia di vedere pignorata la casa di Yorktown Heights. Alexandria torna perciò a vivere nel Bronx comincia a lavorare come cameriera, con turni massacranti, per aiutare la madre e il fratello. Ciò nonostante, impiega il poco tempo libero come community organizer  aiutando la comunità latina del suo quartiere.

Nel 2016 partecipa, come organizzatrice per il Bronx, alla campagna elettorale di Bernie Sanders nella sua corsa alle primarie democratiche per la presidenza degli Stati Uniti. Delusa dalla vittoria di Hillary Clinton, e ancor di più dalla successiva vittoria di Donald Trump alle elezioni generali, Alexandria compie con alcuni amici un viaggio in macchina nel Midwest, visitando in particolare Flint, nel Michigan, e Standing Rock, nel North Dakota. La prima è una cittadina oggetto di uno dei maggiori scandali degli anni recenti, che ha coinvolto la politica di entrambi gli schieramenti, e che riguarda una pessima gestione delle condutture idriche che ha portato all’avvelenamento da piombo gran parte della popolazione, inclusi migliaia di bambini. Standing Rock è, invece, il teatro di enormi proteste da parte della popolazione locale, per lo più nativi americani, contro la costruzione di un oleodotto che non solo mette a repentaglio la falda acquifera locale, ma è previsto che passi nelle aree sacre dell’omonima riserva indiana. Qui Ocasio-Cortez assiste alle feroci cariche da parte della polizia nei confronti dei pacifici manifestanti, che scelgono di mettere a repentaglio la loro sicurezza pur di difendere la propria comunità.

Impressionata e ispirata da quanto vede coi suoi occhi in questo viaggio, la giovane del Bronx decide di impegnarsi in prima persona in politica. Al suo ritorno a New York, viene contattata da un’associazione politica chiamata Brand New Congress, che sta cercando figure nuove da candidare e sostenere alle elezioni di medio termine che si svolgeranno nell’autunno del 2018. Con l’aiuto di questa associazione, AOC, come è presto ribattezzata, studia alacremente gli elementi di programma sui quali intende concentrarsi, partecipa a corsi di formazione nella gestione delle campagne, nella creazione dello staff e nella comunicazione politica.

Considerata nulla di più di una candidatura “di bandiera”, quella di Ocasio-Cortez diventerà una campagna destinata a fare scuola, riuscendo in pochi mesi a mettere in piedi un movimento dal basso che grazie al porta a porta, al passaparola e a un sapiente utilizzo dei social network, il tutto a supporto di una piattaforma programmatica decisamente progressista, concentrata sui bisogni e sui diritti dei lavoratori e dei ceti meno abbienti, arriva a sconfiggere la potente macchina dell’apparato democratico newyorchese, cogliendolo totalmente alla sprovvista, nonostante il suo sfidante avesse a sua disposizione, oltre all’esperienza, all’influenza e agli endorsement di peso, un budget per la campagna diciotto volte superiore a quello della giovane del Bronx.

Ma ho già rivelato troppo, chi vuole conoscere tutta la vicenda dovrà leggere il libro!

Quale stile e linguaggio contraddistinguono Alexandria Ocasio-Cortez?
Stile e linguaggio sono due elementi fondamentali per comprendere la così rapida ascesa di Ocasio-Cortez nel panorama politico statunitense. La deputata del Bronx, come d’altronde purtroppo la maggior parte delle donne che calcano la scena pubblica, è sottoposta a un costante scrutinio per il suo aspetto fisico e per il suo modo di vestire. Sceglie quindi deliberatamente di utilizzarlo per mandare segnali politici. Come racconto nel libro, le sue scelte in fatto di abiti, di trucco, di accessori e di acconciatura non sono meramente estetiche, ma hanno lo scopo di portare omaggio alle donne che prima di lei hanno lottato per la parità di genere e per i diritti delle minoranze etniche. Vuole che le giovani latino-americane, ad esempio, sappiano che non devono necessariamente conformarsi agli stilemi wasp per ambire a posizioni di rilievo.

Quanto al linguaggio, AOC è una vera campionessa della disintermediazione. Grazie al suo enorme seguito sui social media, si rivolge direttamente agli elettori in modo diretto, smaliziato, spesso ironico. Pur avendo un rigoroso rispetto per le istituzioni federali, rifugge il gergo politico-giornalistico che normalmente viene utilizzato a Washington. Questo ovviamente la espone anche a fortissimi attacchi da parte della destra e dello stesso presidente Trump, che hanno per lei una vera e propria ossessione, a cui è dedicato un intero capitolo del libro.

Quali sono i temi e le proposte politiche di AOC?
Alexandria Ocasio-Cortez ha basato la sua campagna su una piattaforma politica molto estesa, trattando con l’aiuto del suo staff una grande varietà di temi con proposte precise e puntuali.
Il tema principale che ha però caratterizzato la sua attività in questi primi mesi di mandato alla Camera è essenzialmente quello del Green New Deal, il primo provvedimento da lei presentato all’indomani del suo insediamento al Congresso.

Da diversi anni si parla, negli Stati Uniti e in Europa, dell’esigenza di un massiccio piano di conversione dell’economia e della società verso un modello più sostenibile. Il merito di AOC è quello di aver resto questo argomento, per lo più considerato marginale e di nicchia, uno dei temi al centro del dibattito politico. Si pensi che il più recente dei dibattiti tra i candidati alle primarie democratiche per la presidenza, trasmesso in diretta dalla CNN, è stato interamente dedicato al Green New Deal e al contrasto al cambiamento climatico. E l’eco è arrivata anche al di qua dell’Atlantico, se persino la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha citato il Green New Deal nel suo discorso programmatico al Parlamento Europeo, e sempre il Green New Deal è citato anche nei famosi 26 punti alla base del recente accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico.

Di che cosa si tratta? Alexandria Ocasio-Cortez, non a caso, richiama nel nome stesso del suo provvedimento il New Deal, il grande piano di intervento pubblico nell’economia con cui l’allora presidente Franklin Delano Roosevelt ha affrontato la terribile crisi del ’29, ridando una chance di benessere e prosperità a milioni di americani ridotti sul lastrico.

Ciò che la rappresentante del Bronx propone, è di affrontare l’emergenza climatica esattamente come si è affrontata quasi cento anni fa la Grande Depressione, e quindi di trasformare la minaccia che il riscaldamento globale pone sugli Stati Uniti – e sul resto del mondo – in un’opportunità per creare una società non solo più sana e più in equilibrio con l’ambiente, ma più giusta ed equa. Il vero elemento rivoluzionario della sua proposta è quello di tenere insieme la difesa dell’ambiente con la battaglia sociale, con il diritto al lavoro pagato dignitosamente, con la manutenzione delle fatiscenti opere pubbliche americane, con gli investimenti in istruzione e ricerca, con la svolta verso le fonti energetiche rinnovabili, con la creazione di un sistema sanitario pubblico che garantisca a tutti l’accesso alle cure. Il tutto mettendo in prima fila le fasce più esposte della popolazione, le prime a essere colpite dai danni del cambiamento climatico, che siano gli agricoltori del Midwest che vedono i loro campi allagati e distrutti dalle piogge torrenziali, o le persone che vivono sulle coste della Florida e del sud degli Stati Uniti, falcidiate dagli uragani e dall’innalzamento del livello dei mari, o i lavoratori delle industrie fossili, che devono aver garantito un lavoro dignitoso e ben pagato in altri settori, fino alla comunità del suo Bronx, che a causa degli inceneritori e dell’inquinamento dell’aria soffre di un’incidenza dell’asma infantile decine di volte superiore alla media nazionale. Per chi intende approfondire il tema, non solo uno dei capitoli de “La giovane favolosa” è dedicato al Green New Deal, ma l’intera mozione è tradotta in appendice al libro.

Allo stesso modo, il testo affronta anche altre tematiche importanti della piattaforma di AOC, dalla sanità alle politiche dell’immigrazione, per nominarne due tra le più importanti.

Sarà Alexandria Ocasio-Cortez la prima donna Presidente degli Stati Uniti?
È forse un po’ presto per dire se la rapida ascesa di Alxandria Ocasio-Cortez la porterà fino alla Casa Bianca. In fondo è solo al suo primo mandato, ed è così giovane che dovrebbe in ogni caso attendere cinque anni per avere l’età minima per candidarsi. L’inizio di questa avventura è certamente molto promettente. Da parte mia – e credo che AOC sarebbe d’accordo – spero non dovremo attendere lei, per vedere un democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Per avere una chance di sconfiggere Trump, chiunque sia il nome che uscirà vincente dalle primarie democratiche farà bene a tenere a mente la lezione che la vicenda di Alexandria Ocasio-Cortez ci insegna. Se i progressisti vorranno rivolgersi a una platea più ampia – in particolare ai giovani e ai lavoratori dei ceti meno abbienti che si sono dimostrati molto freddi verso la Clinton nel 2016 – non potranno limitarsi a sperare che la maggioranza scelga “chiunque ma non Trump”, né potranno ignorare le istanze di cambiamento e di svolta progressista che ormai una così ampia parte del loro universo di riferimento chiede.
Di fronte allo slogan trumpista che grida “Facciamo tornare l’America grande”, non bisogna cedere alla tentazione di dire, come fa ad esempio Joe Biden, che “l’America è già grande”: per milioni di americane e americani c’è ben poco di grande nella società in cui vivono. È ad essi che bisogna rivolgersi, mostrando loro la strada verso una società più giusta.

Francesco Foti, 34 anni, è traduttore, social media manager, copywriter e consulente creativo. Alexandria Ocasio-Cortez. La giovane favolosa, uscito il 22 di agosto, è il suo libro più recente. Ha pubblicato con Giuseppe Civati e Stefano Catone Giorni migliori. Manifesto per cambiare l’Italia (Imprimatur, 2017), con People ha pubblicato Per cosa ci battiamo. Parole d’ordine della nuova sinistra statunitense, ha curato i testi de La banalità del ma di Mauro Biani, e la traduzione di La sfida più grande. La strada verso una società più giusta di Bernie Sanders.