Si intitola scarnamente 71, come il numero delle composizioni che contiene, la silloge poetica del poeta e romenista lombardo Luca Cipolla edita da Graus.L’Autore si sottrae così al rischio di offrirne, sin dal titolo, un’interpretazione autentica, celandosi dietro le rime, consegnate alla carta: «Non hai parole, solo versi» (Luna nuova); una dichiarazione poetica che disegna un personalissimo Basso profilo: «Mi muovo quasi strisciando / sulle ecchimosi / ritratte del tempo» (Basso profilo), e che rifugge i mali del nostro tempo: «me ne lavo le mani / di questa smania di protagonismo» (Non è tempo per dormire).
Sono voci che riecheggiano nell’animo di chi legge e mettono in connessione Autore e lettore, annullando ogni distanza, in nome di una coscienza condivisa, «un che / di cosmico e / perdurante.» (Un che di cosmico). Atmosfere oniriche sferzate dal vento della disperazione, cresciute in una «terra senza speranza / come me.» (Senza titolo)
Cipolla cesella ogni verso in una ricerca che è anche lessicale, di rime, metafore, allitterazioni: «penso a quella pietra svellersi al contrasto / per il troppo ostro, / per il grande astro.» (Sono ortica tra le messi)
Canta la sofferenza profonda, il Poeta, quella condanna indecifrabile che alberga in lui: «cosa batte dentro / e trasmette / fiele, veleno / alla tua mente» (Il male dentro) rischiarata però da un nuovo inizio: «È rialzarsi, / diventare padre […] credere nell’eternità d’ogni passo» (Un nuovo inizio), l’evento che dà «ossigeno all’oscuro male» (A mia figlia) e fa sì che le «esistenze si concatenano» (Figlia).
Nell’introspezione, nella meditazione, può incontrarsi la salvezza: «lascia spazio / al respiro, / entra in te stesso, / il non-pensiero / ti guidi sul sentiero / di luce / della coscienza.» (Quando le ore)
L’incomprensibilità ultima del male rifiuta però ogni teodicea: «da quale livello d’esistenza / potremo comprendere il ruolo / d’un tagliagole e di un uomo probo, / d’un cecchino e del nemico nel mirino, / chi stabilisce la distanza e il divario / tra un boia e la sua ostia» (Mukhtar (Il prescelto))
È nella tensione tra l’agnizione della propria immanenza e caducità che si dipana l’esistenza umana: «Sono / […] un istante rubato / all’Eterno / da due lacrime / intrecciate un tempo / e per pochi minuti. […] Sono…» (Sono) e condensa nel verso il lascito più denso: «Ho cercato.» (Heimat)
L’Autore
Nato a Milano nel 1975, Luca Cipolla risiede a Cesano Boscone e lavora come impiegato. Poeta e studioso di lingua romena, collabora con varie riviste del Paese carpatico da ormai 16 anni. Appassionato di viaggi e spiritualità, scrive versi sin da adolescente. Ha pubblicato tre raccolte di poesie: Monade-Monadi nel 2014 con la scrittrice transilvana Melania Cuc, Exilul-L’esilio nel 2016 e In drum spre unde-In viaggio per dove nel 2017. Vincitore di numerosi premi letterari, le sue poesie sono state pubblicate in molteplici volumi collettivi e antologie ottenendo decine di recensioni.




